Gli scambi commerciali del 2025 (+2,4%) salvati dal cargo aereo secondo Iata
La Ai ha pesato per il 53,5% in valore del totale delle spedizioni avvenute tramite questa modalità di trasporto
Se gli scambi commerciali globali nel 2025 sono cresciuti (+2,4%) nonostante le lunatiche politiche tariffarie imposte dagli Usa, il merito è anche del cargo aereo, che ha saputo supportare le necessità degli operatori sia nel breve, sia nel medio periodo.
Lo rimarca un report di Iata che ha evidenziato anche come questa modalità di trasporto sia ormai fondamentale per sostenere lo sviluppo economico legato alle applicazioni della intelligenza artificiale.
Le spedizioni aeree, ha rilevato in primis Iata, sono state infatti fondamentali per consentire il frontloading, ovvero l’invio anticipato di merci negli Stati Uniti nelle settimane precedenti l’entrata in vigore dei dazi annunciati da Trump.
Se le importazioni negli Usa sono cresciute nel primo trimestre del 26% rispetto allo stesso periodo del 2024 (arrivando a 193 miliardi di dollari), le spedizioni aeree nello stesso intervallo di tempo sono aumentate dell’81%. Nel periodo, sono arrivate complessivamente nel paese per via aerea importazioni aggiuntive per 157 miliardi di dollari, ovvero l’82% del totale.
Le spedizioni aeree sono state però fondamentali non solo per gestire quelle fasi concitate, ma anche per strutturare le nuove relazioni commerciali ridisegnate dalla introduzione dei dazi.
Spostando lo sguardo sui tre trimestri successivi al primo, Iata evidenzia come le importazioni negli Usa siano aumentate di 213 miliardi di dollari sulle rotte commerciali in crescita e si siano contratte di 257 miliardi di dollari su quelle in declino.
Sui corridoi in via di sviluppo, il trasporto aereo di merci ha pesato per 174 miliardi di dollari, ovvero l’82% del totale, ma in quelle in calo ha contato per 77 miliardi di dollari, ovvero ‘solo’ il 30% delle perdite. Un andamento simile è emerso in Europa, dove il trasporto aereo di merci ha sostenuto il 48% dei traffici sulle rotte in espansione, ma solo il 3% di quelle in contrazione.
Secondo Iata, si tratta di dinamiche legato anche al tipo di prodotti scambiati (con l’espansione della Ai e l’aumento del prezzo dell’oro), ma che sono anche una riprova del contributo dato dal cargo aereo alla riconfigurazione degli scambi globali.
Un terzo punto sottolineato dalla associazione nel report è l’importanza del comparto nel sostegno agli investimenti legati alla Ai, stimati in circa 1.000 miliardi di dollari nel 2025.
Nonostante i dubbi e le incertezze relativi a questa attività, negli Usa gli investimenti in Ai – intesi come in hardware, software, ricerca e sviluppo, nuovi data center – hanno contribuito per circa 0,97 punti percentuali alla crescita del Pil reale nei primi tre trimestri dell’anno, rappresentando il 39% dell’incremento totale.
Gli scambi di merci legati alla Ai sono aumentati nel 2025 a 3,9 trilioni di dollari. Del totale, il 31% è stato rappresentato da equipment, ovvero da beni che per il 66% si spostano per via aerea. In questa categoria rientrano unità di archiviazione dati e server, che dipendono dal trasporto aereo rispettivamente per il 68% e il 56% dei traffici.
Una fetta più ampia (68%) di merci legate allo sviluppo della Ai è rappresentata dai cosiddetti input intermedi, che per il 74% sono trasportati per via aerea (tra loro anche i chip, che lo sono per circa la totalità).
Secondo i dati provenienti da alcuni paesi, Iata stima nel complesso che circa tre quarti degli scambi di beni correlati all’IA nel 2025 siano avvenuti per via aerea, in aumento peraltro del 20% sui volumi dell’anno precedente.
Al contempo, evidenzia Iata, il comparto della Ai è diventato sempre più importante per gli operatori del trasporto aereo, dato che questo segmento di attività, pur avendo rappresentato il 7% dei volumi, ha pesato in valore per il 53,5% del totale delle merci movimentate tramite questa modalità. “È quindi probabile – ha concluso Iata – che la stretta interdipendenza tra il trasporto aereo merci e il settore della Ai persista”.
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