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Ricerche & Studi

“Il peggio potrebbe essere passato” per i noli del cargo aereo

Ad aprile domanda in aumento del 2%, ma secondo Xeneta è finita la crescita dell’e-commerce b2c

di REDAZIONE AIR CARGO ITALY
4 Maggio 2026
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Le tariffe spot globali delle spedizioni aeree hanno raggiunto ad aprile il massimo degli ultimi tre anni (3,34 dollari/kg, mai così alti dall’ottobre 2022 e +30% rispetto allo stesso mese del 2025), mentre quelle per contratti di trasporto di durata maggiore (oltre il mese) hanno comunque registrato un incremento del 18%. Una lunga fiammata, che pare però avere toccato ora il suo picco.

Con questa considerazione si apre l’ultima analisi di Xeneta che getta acqua sul fuoco delle preoccupazioni legate al conflitto in Medio Oriente, anche sul tema della carenza di carburante.

Come fatto anche nelle scorse settimane, gli analisti hanno di nuovo sottolineato come la crisi in corso sia stata fin da subito “un problema di offerta”. Pertanto, “ora che la capacità sta tornando, le tariffe scenderanno” anche se non alla stessa velocità con cui sono salite. Una buona notizia per i caricatori che hanno rimandato al terzo o al quarto trimestre l’avvio di tender per nuovi contratti di trasporto.

Quanto alla possibile carenza di carburante, questa “non ha ancora colpito su larga scala le rotte intercontinentali a lungo raggio” secondo il Niall van de Wouw, responsabile della divisione cargo aereo, che ha invitato gli operatori a prestare attenzione alla ‘festa dei surcharge’ che si è diffusa nel mercato.

“Dobbiamo sfatare il mito secondo cui, se il jet fuel aumenta, i prezzi del trasporto aereo devono pure aumentare” ha affermato , invitando a osservare che su alcune tratte transatlantiche le tariffe sono diminuite nelle ultime settimane nonostante l’aumento dei prezzi. Domanda e offerta, insomma, pesano più del jet fuel nel determinare un nolo, ha evidenziato, suggerendo agli spedizionieri di non accettare clausole dedicate nei contratti.

Van de Wouw ha anche aggiunto di ritenere che per le spedizioni aeree il tema della carenza di carburante non sarà rilevante, dato che queste si muovono su voli intercontinentali e che questi saranno gli ultimi “che le compagnie cancelleranno”. E in quel caso, ha concluso, “avremmo un problema ben più grande della semplice carenza di carburante.”

Nel concreto, Xeneta ha rilevato che le tariffe sulle rotte vicine alle aree in guerra hanno vissuto forti aumenti ad aprile, e in particolare i noli spot Europa–Medio Oriente hanno toccato i 3,60 dollari/kg, in aumento del +108% rispetto ai livelli pre-conflitto.

Come detto, ci sono però segnali di allentamento, e ad esempio le tariffe dal Sud Asia sono leggermente diminuite nell’ultima settimana del mese. In generale, si è rilevata una crescita diffusa dei noli, con la significativa eccezione di quelli del corridoio transatlantico. Sulle tratte Europa–Nord America le tariffe sono infatti diminuite del 17% a 2,57 dollari/kg, a dimostrazione, secondo Van de Wouw , che “i prezzi del cargo aereo rispondono alla domanda e all’offerta, non ai costi: nonostante l’aumento del carburante, il passaggio agli orari estivi ha aumentato la capacità belly dei voli passeggeri, riducendo i livelli di riempimento e trascinando le tariffe verso il basso”.

Passando agli altri parametri, Xeneta ha rilevato ad aprile una crescita della domanda del 2%.  L’interrogativo, ha evidenziato, riguarda il livello della domanda che sopravviverà “dopo tutte le pressioni inflazionistiche, l’incertezza e gli enormi aumenti dei costi di carburante e produzione. Cosa significherà per il terzo e quarto trimestre, considerando che tutto ciò è avvenuto su uno sfondo già poco incoraggiante per il 2026?”.

Su questo sfondo, non è quindi incoraggiante il calo del -9% su base annua nei volumi e-commerce dalla Cina a marzo, che ha portato Van de Wouw ad affermare, sulla base delle tendenze degli ultimi quattro mesi, che per il cargo aereo “la crescita dell’e-commerce B2C sembra essere finita”.

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