“Fiumicino si candida a un ruolo di primo piano nel cargo”
L’arrivo di nuovi vettori merci, gli investimenti, lo sviluppo dei servizi (e della relativa carta) sono stati discussi nel IV Forum di AIR CARGO ITALY

Fiumicino – Fiumicino ambisce a replicare nel cargo il percorso a 5 stelle fatto nel segmento passeggeri (e che lo ha portato nei giorni scorsi a confermarsi tra i primi 10 aeroporti al mondo secondo la classifica stilata da Skytrax, peraltro migliorando ancora, dato che è salito dall’ottavo al settimo posto).
È il messaggio emerso con forza durante dell’ultimo Forum di AIR CARGO ITALY – quest’anno dal titolo ‘Al centro del cargo aereo in Italia: strategie, mercati e innovazione’ – che per la prima volta ha raggiunto lo scalo romano, a conferma dell’impegno profuso in materia anche da Aeroporti di Roma, ‘padrona di casa’ che ha patrocinato l’evento.
A testimoniare lo slancio dello scalo nel settore merci è anche la cronaca recente, con l’atterraggio di un vettore di primo piano in questo segmento come Msc Air Cargo, che da aprile attiverà due connessioni (con Shanghai e Hong Kong), aggiungendosi tra gli altri a Ups, Poste Air Cargo (la quota principale di traffici, data la fondamentale vocazione turistica del Leonardo Da Vinci, è legata invece alla capacità belly cargo dei voli passeggeri). E naturalmente si attende con attenzione lo sviluppo dell’attività di Lufthansa, che – ha evidenziato Antonio Di Martino – “A breve un team locale di Lufthansa Cargo di 6 persone” per quello che è diventato il suo quinto hub globale.
A raccontare alla platea quanto sia alta attualmente l’attenzione ‘interna’ dedicata a questo filone di attività è stato in primis Ivan Bassato (Adr). “Agli incontri aziendali periodici che organizziamo sugli sviluppi cargo partecipano oggigiorno circa 50 colleghi”. Negli ultimi anni, ha poi ricordato il manager, sono ammontati a “circa 15 milioni di euro gli investimenti che hanno interessato la cargo city, una quota ancora limitata sul totale, ammontato a 3,5 miliardi”. Ma, ha aggiunto, “altre decine potranno arrivare nei prossimi anni” considerando che complessivamente sullo scalo si riverseranno 9 miliardi di euro da qui al 2046, anche per lo sviluppo di una nuova pista.
Insomma, Fiumicino come detto si candida a un ruolo di primo piano nel cargo anche se, ha citato Federico Scriboni (Adr), “in particolare per Centro e Sud Italia lo ha già”.
Per evidenziarne l’importanza, Bassato di nuovo ha ricordato il percorso affrontato dall’aeroporto romano negli anni a cavallo del Covid, che dopo il boom (+44%) del 2024 è oggi (guerra permettendo) in fase di consolidamento dei traffici, sui quali ad oggi una grande importanza è rivestita dall’export dei settori farmaceutico e chimico.
Dal forum sono emerse però anche osservazioni su alcuni elementi che starebbero frenando una crescita ulteriore dei volumi.
In particolare Marianna Quarticelli (Air Logistics) ha sollevato il tema delle tempistiche di gestione delle operazioni doganali nello scalo rispetto a quelle di Malpensa. “Sono diversi come tempi e come job flow. Se invio questa sera il mio carico a Milano, questo parte sul volo di domattina. A Fiumicino devo aspettare quello del giorno dopo. A quel punto, per me Roma diventa pari, come alternativa, a un aeroporto del Nord Europa”.
“Sicuramente possiamo migliorare – è arrivata subito la risposta sul tema da Scriboni – veniamo da un passato in cui la gestione non era sempre in linea con aspettative del mercato. Diamo disponibilità totale a confrontarci nel merito, abbiamo necessità di migliorarci e migliorarci insieme”. Il manager sul tema ha anche ricordato come Fiumicino abbia iniziato il percorso per dotarsi di una carta dei servizi. “Lo scorso anno abbiamo iniziato a identificare quelli che saranno inseriti nella carta. Quest’anno siamo misurando le performance, dal prossimo ci daremo dei target da rispettare”.
A riconoscere l’evoluzione in corso è stato anche il presidente di Anama, Alessandro Albertini, che parlando in generale dell’utilizzo di questo documento ha evidenziato: “Nelle Carte dei servizi, fino a pochi anni c’erano solo uno o due pagine per il cargo. Oggi è un testo che definisce gli standard, rende misurabile le performance e favorisce una gestione più fluida”. Anche rispetto alla necessità di una maggiore digitalizzazione – auspicata tra gli altri durante il Forum da Mauro Grisafi (BCube Air Cargo) e Lorenzo Schettini (Alha) ha evidenziato: “In questo momento sia Sea che Adr hanno ora messo una marcia in più”.
Sul punto Rosella Signori (Air Cargo Ias) ha però sottolineato: “Il tema da risolvere è la non uniformità della digitalizzazione, la progressione è eterogenea. É necessario condividere obiettivi e processi”.
DI evoluzione positiva dello scalo di Fiumicino ha parlato anche Schettini, che ha citato in particolare il miglioramento del lavoro degli handler e nelle dinamiche commerciali con i vettori, nello scalo particolarmente al centro di accordi interline. “Dobbiamo assecondare le richieste dei vettori coinvolti ma è necessario il supporto del gestore aeroportuale. Abbiamo necessità di infrastrutture che ci permettano velocemente il transito delle unità” ha affermato.
F.M.
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