Anche Aicai e Fedit si schierano contro il contributo da 2 euro sui ‘piccoli pacchi’
Le associazioni annunciano di avere presentato ricorso insieme a Confetra
Cresce il fronte di associazioni e operatori che stanno prendendo pubblicamente posizione contro il contro il contributo di 2 euro per i pacchi di valore fino a 150 euro provenienti da Paesi terzi voluto dal Governo.
A criticare il provvedimento sono ora anche Aicai (Associazione Italiana dei Corrieri Aerei Internazionali) e Fedit (Federazione Italiana Trasportatori), che segnalano di avere presentato un ricorso al Tar insieme a Confetra. Tra i punti evidenziati, c’è il fatto che l’onere contributivo è attualmente a carico degli operatori del trasporto e non degli importatori.
Più in generale l’intervento, “per le modalità con cui è stato attuato, si sta rivelando una misura nociva per il mercato italiano” rilevano le due associazioni, evidenziando che questo comunque non permette di “raggiungere gli obiettivi economici e fiscali perseguiti”.
Nel ricorso in particolare Aicai e Fedit hanno sollevato critiche rispetto alle possibili “contrarietà con il diritto comunitario” della misura, dato che questa assomiglierebbe “più ad una tassa” che “ad un contributo ai costi del servizio compatibile con le regole del Codice Doganale Unionale (Cdu)”.
Questo poiché formalità e controllo doganali sono, di norma gratuiti e “possono essere oggetto di contributo solo se soddisfano alcuni stringenti requisiti”, come “l’introduzione di un servizio addizionale rispetto a quello già prestato precedentemente, un meccanismo di revisione periodica e di adeguamento del diritto per riflettere i costi reali e la loro evoluzione”. Criteri che Aicai e Fedit ritengono “non soddisfatti dal contributo nella sua attuale formulazione”.
Le due associazioni hanno però puntato il dito anche contro i tempi di varo della misura, “concepita nell’arco di solo due giorni dall’adozione alla sua entrata in vigore”. Questo avrebbe generato da un lato una contrazione significativa dei traffici aerei cargo in importazione, insieme al rapido spostamento dei luoghi di sdoganamento verso altri paesi dell’Unione Europea. Dall’altro avrebbe “sostanzialmente posto a carico degli operatori di trasporto l’onere contributivo non consentendogli tempo sufficiente per adeguare i propri sistemi al fine di consentire la riscossione dai soggetti importatori”.
Come Confetra, anche Aicai e Fedit hanno quindi auspicato che il Governo sospenda l’applicazione della misura fino alla sua revisione per renderla compatibile con le norme comunitarie nonché “possibilmente adottata in tutti gli Stati Membri per evitare ulteriori distorsioni della concorrenza”.
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