Cargo aereo +6% a febbraio prima del conflitto in Medio Oriente
Secondo Xeneta, i caricatori saranno disposti a pagare i costi logistici aggiuntivi generati dalla crisi, a patto di poter garantire consegne nei tempi previsti

Le spedizioni aeree globali, già protagoniste di un gennaio positivo, stavano archiviando anche un febbraio incoraggiante (+6%) fino all’avvio della guerra contro l’Iran da parte di Usa e Israele, e della controffensiva di Teheran a carico di vari paesi del Golfo.
La crescita della domanda si era accompagnata a un incremento più modesto (+4%) della capacità, cosa che aveva fatto aumentare il dynamic load factor (misurato da Xeneta combinando peso e volume dei carichi trasportati) al 62%. Parallelamente, i noli, spinti da una mini-peak season che ha preceduto il Capodanno lunare, avevano registrato il primo aumento mensile da maggio 2025, salendo del 5% a 2,58 dollari al kg. Nel dettaglio, sulla tratta Europa–Nord America le tariffe spot avevano registrato nel mese una crescita del +21%, mentre sul corridoio Nord-Est asiatico–Nord America, supportato dalla domanda di semi-conduttori, l’incremento era stato del 10%.
Un andamento che ora appare irrimediabilmente stravolto dal conflitto in corso, su cui peraltro aveva pesato finora un certo pessimismo rispetto alla tenuta delle tariffe nel medio e lungo periodo.
Ad oggi, rileva Xeneta, la chiusura degli spazi aerei, la cancellazione dei voli e lo stop all’operatività di alcuni scali nell’area hanno tolto dal mercato il 12% della capacità globale di cargo aereo, mentre l’aumento del prezzo del petrolio – alcuni analisti segnalano valori del Brent sopra gli 80 dollari al barile, con possibili aumenti a 100 dollari – potrebbe facilmente tradursi in un aumento del jet fuel.
Non è esclusa peraltro nemmeno la possibilità di uno shock energetico globale della portata di quello visto negli anni ’70, in caso di ulteriore escalation.
Attualmente, secondo Xeneta, i vettori aerei possono scegliere di deviare i voli cargo via Asia Centrale con scali tecnici, oppure attivare più servizi diretti Asia–Europa (a seconda dei diritti di traffico, della disponibilità dello spazio aereo e dei vincoli operativi). Le contestuali difficoltà del trasporto marittimo ((la chiusura dello Stretto di Hormuz, il ritorno alla circumnavigazione dell’Africa) potrebbero tradursi in una forte spinta alla domanda di trasporto aereo, ma questo potrà avvenire solo una volta ripristinate condizioni di normale (o quasi) operatività.
Il messaggio della società di analisi è comunque sostanzialmente positivo per il settore. “L’industria globale del cargo aereo è molto abile nel trovare soluzioni” ha commentato al riguardo Niall van de Wouw, responsabile Airfreight di Xeneta. “Ma questo avverrà al prezzo di costi logistici più elevati per i proprietari delle merci”. L’analista si è detto tuttavia convinto che i caricatori “non avranno problemi a pagare questi costi aggiuntivi, purché possano riuscire a servire i propri clienti nei tempi previsti”.
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