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Forto Italia punta sugli Usa e sul cargo aereo per il 2024

Lo spedizioniere digitale prevede di toccare i 4 milioni di kg di merce gestiti secondo questa modalità nell’anno in corso

di FRANCESCA MARCHESI
28 Giugno 2024
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Forto Italia Casella Scognamiglio Dwenger Mele

Milano – Raggiunti gli obiettivi che erano stati fissati per il 2023, Forto ha festeggiato con un po’ di anticipo il secondo anno di attività in Italia prospettando una crescita anche per l’anno in corso e i prossimi.

Sotto la guida del country manager Cristian Casella, lo ‘spedizioniere digitale’ – società ‘unicorno’ tedesca che ha tra i suoi investitori anche Maersk (tramite il fondo Maersk Grow) – parlando con AIR CARGO ITALY ha indicato il principale filone di sviluppo della sua attività per il 2024: l’apertura alla clientela italiana del trade con gli Usa, in particolare per l’export, che andrà ad affiancarsi a quelli già attivi con Far East e Medio Oriente.

“Dopo esserci dedicati in particolare alla clientela con volumi più grandi, quest’anno andremo a rivolgerci anche alle realtà più piccole, anche grazie all’apertura della nuova sede di Firenze (la terza in Italia per la società, dopo quelle di Milano e Napoli, ndr) che permette di servire un territorio caratterizzato dalla presenza di tante Pmi” ha aggiunto Casella. I settori interessati da questo sviluppo – ha evidenziato in particolare il responsabile commerciale, Francesco Mele – saranno quindi in primis quelli della pelletteria e delle calzature, merceologie in linea con quelle che ad oggi rappresentano i principali utenti italiani della piattaforma: in import e in export, l’automotive, il fashion e il cosiddetto food dry (che include ad esempio le vendite estere di pasta). A questi si aggiungono le importazioni di elettronica e l’export di fertilizzanti agricoli, in particolare dall’Emilia Romagna.

Lungo queste direzioni, Forto Italia punta quindi per il 2024 a raddoppiare i volumi gestiti rispetto all’anno prima, totalizzando circa 20mila Teu sulla via marittima (circa 3mila sul trade con gli Usa da qui a dicembre) e 4 milioni di Kg su quella aerea, attività che da quest’anno sarà supportata da persone dedicate a essa in via esclusiva. Più in generale durante l’anno in corso Forto mira a sviluppare le spedizioni aeree anche in export, negli Usa e non solo, dopo essersi concentrato per questa attività finora solo sull’import.

Entrambi i target in termini di traffici sono descritti dall’azienda come alla propria portata, nonostante tutte le difficoltà che sta attraversando in particolare il trasporto marittimo. Al riguardo, Forto Italia ha osservato piuttosto di riscontrare un certo attendismo da parte della clientela nell’import, che allo stato attuale non sta facendo scorte nella speranza di riuscire a spuntare più avanti noli più favorevoli. “L’elemento determinante del 2024 – ha aggiunto al riguardo Raffaele Scognamiglio, responsabile del procurement – resterà comunque quello dello spazio in stiva, insieme a quello della tracciabilità delle spedizioni”. Quest’ultima, che rappresenta il principale valore aggiunto portato da ‘spedizionieri digitali’ quali appunto Forto, perché in questa fase così critica permette ai clienti di “valutare per tempo soluzioni alternative”, quali quelle per via aerea nel caso di necessità urgenti. Rispetto invece alla difficoltà nel trovare spazio sulle navi per i propri carichi, ha evidenziato Scognamiglio, in questo momento l’azienda, col sostegno dei suoi vertici, sta facendo uno sforzo extra per riuscire ad assicurarlo in ogni caso “anche a costo di perdere un po’ in marginalità”.

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