Giù (-4,8%) le spedizioni aeree a marzo, ma “la domanda appare solida”
Mentre i volumi delle compagnie mediorientali sono scesi del 54,3%, quelli europei nel mese hanno riscontrato un aumento del 2,2%
Il conflitto in Medio Oriente, e in particolare la chiusura degli hub aeroportuali dell’area, ha fatto contrarre i volumi delle spedizioni aeree nel mese di marzo. A questo declino si è sommato anche quello derivante dal rallentamento causato dal Capodanno Lunare.
In media, rileva Iata, il calo (in tonnellate-km) è stato del 4,8% (la flessione di stiva disponibile è stata del 4,7%), ma gli andamenti sono stati molto discordanti a seconda dell’area interessata. I vettori mediorientali hanno riscontrato una diminuzione dei volumi del 54,3%, in presenza di un calo di capacità del 52,4%, mentre ad esempio in Europa entrambi i valori hanno registrato lievi crescite (rispettivamente del +2,2% e del +4,2%).
Interessante guardare anche ai corridoi solitamente più battuti: quello Medio Oriente – Asia ha registrato un calo del 58,6% e quello Europa – Medio Oriente del 57,6%; di contro sulle tratte Europa – Asia si è osservato un aumento della domanda del 14,2%, su quelle interne all’Asia del 7,5% e su quelle intraeuropee del 2,3%.
Nonostante la complessiva discesa dei volumi, “le tendenze della domanda sottostante” – ha sottolineato Willie Walsh, direttore generale di Iata – “appaiono forti”, e anche le proiezioni su commercio e Pil di Wto e Fmi “continuano a indicare un 2026 di crescita”.
Tra i trend da tenere sotto controllo c’è però anche quello relativo ai prezzi del jet fuel, in aumento nel mese del 106,6% rispetto al marzo 2025. “È importante sottolineare che i network cargo stanno fornendo la flessibilità necessaria a sostenere le catene di approvvigionamento globali mentre si adattano a tensioni geopolitiche, tariffarie e operative. Tutti gli occhi sono puntati sull’approvvigionamento e sul prezzo del carburante, che nei prossimi mesi potrebbero mettere alla prova la resilienza del settore”, ha concluso Walsh.
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