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MLE nel mirino di Cub Trasporti Lombardia

Il Malpensa Logistica Europa è tornato nel mirino della sigla sindacale Cub Trasporti Lombardia che attacca anche i sindacati confederali dei lavoratori. L’accusa è quella di generare lavoro precario alla cargo city dell’aeroporto di Malpensa. Nella sua nota Cub Trasporti cita il rapporto dell’handler controllato da Bcube Air Cargo con Amazon ricordando che “si avvale […]

di Nicola Capuzzo
24 Settembre 2019
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Il Malpensa Logistica Europa è tornato nel mirino della sigla sindacale Cub Trasporti Lombardia che attacca anche i sindacati confederali dei lavoratori. L’accusa è quella di generare lavoro precario alla cargo city dell’aeroporto di Malpensa.

Nella sua nota Cub Trasporti cita il rapporto dell’handler controllato da Bcube Air Cargo con Amazon ricordando che “si avvale di Mle, la quale ha deciso di movimentare le merci in proprio utilizzando personale interinale di GiGroup, precario e a termine. Da mesi denunciamo che Mle utilizza più interinali di quanto consentito (30%) senza mai regolarizzarsi, cosa invece fatta da Airport (Handling, ndr) che a inizio anno ha assunto 250 lavoratori”.

La Confederazione Unitaria di Base prosegue affermando: “Ora con l’ulteriore aumento delle merci, che ha portato Mle a dedicare un intero capannone per Amazon (ex Beta Trans), per continuare a mantenere lavoratori in regime precario Mle ha trasformato i lavoratori interinali in lavoratori a termine diretti. Con l’avvallo delle altre OOSS (organizzazioni sindacali, ndr) che si sono rese disponibili ad aggirare i limiti imposti dalla legge alla precarietà, qualificando addirittura come ‘stagionale’ il lavoro di Mle. Il personale interinale a termine viene ora assunto direttamente da questa società con contratti a termine che possono coprire 10 mesi all’anno, non necessitano di giustificazione del termine e possono essere ripetuti senza limiti. Ancora precarietà a manetta!”.

Cub Trasporti ritiene che, “come già fatto per i lavoratori interinali assunti da Airport, riteniamo che si debba rivendicare anche per i lavoratori che da anni operano per Mle-Bcube il posto fisso!”.

 

Il lavoro nel settore della logistica e dei magazzini è sempre più al centro dell’attenzione anche della magistratura milanese. “Da tempo denunciamo la pervasività di anomale interferenze e del caporalato nel mondo della logistica. È positivo che il Prefetto di Milano e la magistratura abbiano compreso, attraverso la vicenda di Ceva (Logistics, ndr), l’entità del problema. A questo punto è necessario che anche il Governo faccia la propria parte” ha dichiarato Maurizio Diamante, segretario nazionale della Fit-Cisl, in merito alla convocazione del Prefetto di Milano di tutti gli stakeholder del settore, quindi inclusi i sindacati, al fine di esaminare la problematica della gestione dei contratti di appalto nel settore della logistica e le diverse criticità emerse in questo ambito.

“Per troppo tempo – ha proseguito Diamante – si è consentito che interi settori dei trasporti (pensiamo alla logistica, ma anche all’autotrasporto merci) fossero abbandonati alle sole regole del mercato che non tutelano i lavoratori del settore e i cittadini. Il risultato di queste scelte sbagliate (o, più semplicemente non scelte), da parte del legislatore, emerge ancora una volta, in tutta la sua drammaticità: la concorrenza tra aziende è basata solamente sul ribasso negli appalti, che a sua volta è garantito dallo sfruttamento dei lavoratori, anche tramite il caporalato e con forme che nulla hanno a che vedere col mondo del lavoro. Come ha compreso la magistratura milanese, non basta commissariare un’azienda se tutto il settore è malato: Ceva Logistics ora rispetta i lavoratori, i loro diritti e le loro tutele fondamentali, e quindi paradossalmente dovrà chiudere perché non più competitiva”.

Il segretario nazionale della Filt Cgil ha concluso dicendo: “Il lavoro lodevole e necessario del Prefetto di Milano chiaramente non è sufficiente. Serve un intervento a livello nazionale da parte del Governo e subito, cominciando con il ripristinare il tavolo per la legalità nella logistica presso il Ministero dello Sviluppo economico. Il problema infatti non è solo a Milano. Se si risana la logistica milanese, i committenti chiameranno aziende da fuori, come dimostra il caso dell’autotrasporto merci italiano, dove i committenti si rivolgono a società di autotrasporto dell’Est Europa per pagarli di meno”.

 

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