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Economia

Gli effetti del Covid-19 sulla logistica italiana

La pandemia di Covid ha avuto e sta ancora avendo un impatto significativo sugli scambi commerciali e quindi sul trasporto delle merci. Alcuni settore, come ad esempio l’e-commerce, ne ha in qualche modo beneficiato, mentre comparti come l’abbigliamento e l’automotive sono stati fra quelli che per ora pagano le conseguenze più pesanti. L’advisor immobiliare World […]

di Nicola Capuzzo
26 Giugno 2020
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La pandemia di Covid ha avuto e sta ancora avendo un impatto significativo sugli scambi commerciali e quindi sul trasporto delle merci. Alcuni settore, come ad esempio l’e-commerce, ne ha in qualche modo beneficiato, mentre comparti come l’abbigliamento e l’automotive sono stati fra quelli che per ora pagano le conseguenze più pesanti. L’advisor immobiliare World Capital ha condensato in un documento intitolato “Le prospettive della logistica italiana” gli impatti attuali e futuri di questa emergenza pandemica sul mondo del trasporto merci e su magazzini.

Nelle premesse è riportato che, secondo il Centro Studi Confindustria, i settori più colpiti sono le costruzioni e il turismo, con una probabilità di fallimento cresciuta rispettivamente del 2,5% e 2,6% rispetto alle prospettive precedenti all’emergenza sanitaria. Anche il settore dei trasporti e della logistica, però, ha una maggiore probabilità di fallimento (dal 4,8% al 7,3% fra il prima e dopo-Covid).

World Capital evidenzia come durante l’emergenza sanitaria l’e-commerce sia stato un importantissimo driver per il settore della logistica ed è stato oggetto di una forte crescita. “Dall’inizio del 2020 a oggi sono 2 milioni i nuovi consumatori online in Italia (in tutto 29 milioni), 1,3 milioni dei quali, secondo le stime di Netcomm, sono da attribuire all’impatto dell’emergenza sanitaria del Covid-19. Negli stessi mesi dello scorso anno (da gennaio a maggio 2019), infatti, si registravano 700.000 nuovi consumatori” si legge nell’analisi. Si prevede dunque che proprio l’e-commerce sia il settore che crescerà di più (fino a +55%) a livello mondiale a seguito dell’emergenza Coronavirus, seguito da modern food retail (fino a +23%) e vendita all’ingrosso di prodotti farmaceutici (fino a +15%).

Diversi settori invece, come quello del fashion&lifestyle, sono stati colpiti duramente anche online, ma il 77% dei venditori online ha dichiarato di aver acquisito nuovi clienti durante questa fase di emergenza sanitaria.

Anche da un punto di vista immobiliare, guardando al mercato dei magazzini, la sfida per gli operatori sarà quella di saper rispondere a nuove esigenze dei consumatori e si rivelerà quindi fondamentale proporre spazi in grado di semplificare e ottimizzare l’attività degli operatori logistici.

“La logistica in Italia è sicuramente un settore strategico: quasi 100 mila imprese, 1,5 milioni di addetti, 85 miliardi di fatturato nel 2019, il 9% del PIL nazionale. E’ ragionevole aspettarsi che nei prossimi due o tre anni, grazie a ciò che è stato possibile apprendere durante la pandemia Covid-19, gli operatori dei settori alimentare, farmaceutico, beni di largo consumo e e-commerce genereranno un forte aumento della domanda di immobili per la logistica, per riuscire a rispondere alla crescita di volumi e-commerce e di inventario” sottolinea il centro studi di World Capital. I nuovi spazi richiesti saranno prevalentemente sull’ultimo miglio, ovvero di logistica urbana, in quanto permettono di ridurre notevolmente i tempi di spedizione e di migliorare la soddisfazione del cliente che acquista online.

Altro aspetto a vantaggio della logistica riguarda quei settori che durante l’emergenza sanitaria hanno visto un boom di acquisti su piattaforme e-commerce, ma che sono ancora in una fase “iniziale” del commercio elettronico. Tra questi settori figurano l’alimentare e il fai-da-te, per i quali la riqualificazione della loro supply chain richiederà investimenti immobiliari consistenti. Anche settori come la vendita al dettaglio e l’elettronica stanno godendo di un’elevata crescita delle vendite online, ma corrispondono a meccanismi già consolidati.

Numerose quindi le nuove fonti di domanda, a vantaggio dell’immobiliare logistico: l’esigenza dei consumatori di accumulare scorte di beni necessari, con un conseguente aumento degli acquisti e delle consegne di generi alimentari; la domanda di forniture mediche e di prodotti farmaceutici; la mobilità limitata, che ha generato una forte crescita delle vendite online e la chiusura delle scuole/luoghi di lavoro, che ha portato a un aumento di consumatori nei settori delle forniture scolastiche e dell’elettronica.

Ci sono però anche alcuni settori che a causa dell’emergenza sanitaria stanno vivendo una fase di crisi. Tra essi emergono in particolare l’automotive, il turismo, la ristorazione, i grandi magazzini, l’abbigliamento e gli articoli sportivi.

Sempre analizzando la domanda di spazi ad uso logistica, confrontando i dati di aprile 2019 con quelli di aprile 2020, per World Capital emerge chiaramente una forte crescita di richieste da parte di operatori legati all’e-commerce (+45%), al settore alimentare (+33%) e a quello farmaceutico (+12%). In calo invece la richiesta di immobili logistici da parte degli operatori dei settori automotive (-10%) e fashion (-25%).

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