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Economia

Suez verso la soluzione ma aumenta l’interesse per le spedizioni aeree

Anche se si avvicina il momento in cui il canale di Suez tornerà a essere navigabile, per il ritorno alla normalità delle spedizioni tra Asia e Mediterraneo ci vorrà ancora un po’. Il riavvio delle operazioni marittime creerà verosimilmente una situazione di congestione negli scali di destinazione delle navi, che dopo lo stop tenderanno a […]

di Nicola Capuzzo
29 Marzo 2021
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Anche se si avvicina il momento in cui il canale di Suez tornerà a essere navigabile, per il ritorno alla normalità delle spedizioni tra Asia e Mediterraneo ci vorrà ancora un po’.

Il riavvio delle operazioni marittime creerà verosimilmente una situazione di congestione negli scali di destinazione delle navi, che dopo lo stop tenderanno a concentrare i loro arrivi negli stessi giorni e ore (il porto di Genova ad esempio si sta già organizzando per gestire la situazione). E allo stesso tempo il fermo prolungato tenderà ad aggravare la situazione di carenza di container vuoti negli scali asiatici, che nelle scorse settimane sembrava in via di miglioramento.

Probabile quindi che – nonostante lo sblocco di Suez sia ormai in vista – trasporti aerei e ferroviari saranno ancora per un po’ preferiti da alcuni spedizionieri con carichi particolarmente time sensitive (soprattutto i primi) o che semplicemente non vorranno troppa aleatorietà nelle loro spedizioni. Del resto la stessa Maersk aveva svelato nei giorni scorsi di star considerando anche la via aerea per l’invio dall’Asia all’Europa di merce con necessità di recapito urgente, mentre Cma Cgm aveva parlato alla sua clientela della possibilità di servirsi di rotte marittime alternative, di spedire merce via ferrovia o per via aerea tramite la sua nuova divisione Cma Cgm Air Cargo.

Una ricognizione di queste rotte effettuata nei giorni scorsi da Loadstar ha mostrato come secondo diversi operatori le tratte ferroviarie siano già in overbooking in entrambe le direzioni e che anche per questa modalità siano ormai frequenti i ritardi. Di conseguenza molti hanno detto di attendersi un riversarsi di carichi sul trasporto via aria. Considerata l’ormai probabile ripresa a breve della navigazione lungo Suez, il rischio paventato da diversi osservatori di “una bolgia” nelle spedizioni aeree dall’Asia verso l’Europa per l’invio di componentistica o semilavorati sembra adesso scongiurato, ma un’impennata della domanda è comunque attesa, anche se in modo diverso dalle compagnie.

Un rappresentante di Lufthansa Cargo ha detto di non avere osservato finora un aumento della domanda (pur ammettendo di ritenerlo probabile se a metà settimana la situazione non sarà stata risolta), un esponente di una non precisata compagnia giapponese ha detto di avere già ricevuto diverse richieste, mentre il direttore commerciale di Volga-Dnepr Konstantin Vekshin si è mostrato possibilista.

Diverse anche le valutazioni di operatori di vettori charter: Xpress-Logistix ha detto di avere notato già un aumento delle richieste, mentre Mike Hill di Air Partner ha osservato che in un contesto di trasporti marittimi già caratterizzato da continui ritardi i pochi giorni in più causato dalla crcii di Suez non faranno molta differenza.

Un’altra soluzione che secondo Loadstar verrà adottata è anche la combinazione aria-mare, ma secondo gli operatori interpellati la clientela inizierà a valutarla dalla metà di questa settimana, quando la congestione sui porti europei sarà visibile. Un ulteriore elemento di complessità sarà poi, secondo altri operatori, il prossimo iniziare del Ramadan, periodo per il quale in molti paesi a prevalenza musulmana si inizia a fare scorta di approvvigionamenti.

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