Ipotesi di rinvio della tassa sui piccoli pacchi introdotta in Finanziaria
Confetra plaude al possibile differimento dell’imposizione di 2 euro sulle spedizioni di valore inferiore ai 150 euro provenienti da Paesi extra Ue
“Apprezziamo che il Governo stia lavorando a un rinvio dell’applicazione della tassa sui piccoli pacchi, con l’obiettivo di armonizzarla con la normativa europea ed evitare ulteriori danni ai flussi di merci in entrata in Italia”. A dichiararlo è sttao il Direttore generale di Confetra (Confederazione Generale Italiana dei Trasporti e della Logistica), Andrea Cappa, commentando l’ipotesi allo studio dell’esecutivo di differire l’entrata in vigore della tassa doganale di 2 euro sulle spedizioni di valore inferiore ai 150 euro provenienti da Paesi extra Ue. La misura è contenuta nell’ultima Legge di bilancio.
Confetra nelle scorse settimane aveva denunciato l’effetto boomerang della misura, sottolineando come l’introduzione anticipata della tassa rispetto al quadro europeo stesse già producendo risultati controproducenti, con un forte rallentamento dei flussi e un calo significativo delle spedizioni di piccoli pacchi, a discapito dell’intera filiera logistica. A Malpensa nelle prime settimane del 2026 si sono registrati oltre una trentina di voli cargo in meno per effetto dei flussi dirotatti su altri scali europei e poi destnati a entrare nel nostro Paese via camion.
“Come abbiamo già sottolineato – prosegue Cappa – un intervento non coordinato a livello europeo rischia di penalizzare il sistema logistico italiano, favorendo lo spostamento dei flussi verso altri Paesi e indebolendo la competitività dei nostri operatori. L’armonizzazione con la tassazione UE prevista dal 1° luglio sarebbe una scelta di buon senso”.
Confetra sottolinea inoltre come il rinvio consentirebbe di valutare in modo più approfondito l’impatto della misura, individuando soluzioni che non compromettano la fluidità delle catene di approvvigionamento e il corretto funzionamento del commercio internazionale.
“La logistica è un’infrastruttura essenziale del Paese – conclude Cappa – e ogni intervento fiscale deve tenere conto degli effetti sistemici sui flussi di merci e sull’economia reale”.
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