Il Mef preannuncia il rinvio al 30 giugno del contributo da 2 euro sui ‘piccoli pacchi’
Confetra chiede che la misura italiana non vada a sommarsi a quella da 3 euro previsto dalla Commissione Europea
“Un provvedimento legislativo di prossima emanazione” interverrà presto sulla norma che con l’ultima legge di Bilancio ha introdotto un contributo di due euro sui pacchi di importazione extra Ue di valore inferiore ai 150 euro, rinviandone l’applicazione al prossimo 30 giugno. Lo ha annunciato oggi il Ministero dell’Economia e delle Finanze, segnalando che il differimento “risponde alla necessità di consentire l’adeguamento del sistema informativo dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli”.
L’annuncio è stato salutato con favore da Confetra, che come noto ha presentato un ricorso al Tar contro la misura.
“Si tratta di un atto di pragmatismo importante” ha commentato il presidente Carlo De Ruvo, sottolineando che l’importanza che l’atto porti innanzitutto a un rinvio tecnico della scadenza del 15 marzo, termine previsto per il versamento del contributo dovuto per i primi due mesi dell’anno. “Una volta emanata la norma di rinvio” ha aggiunto il presidente di Confetra, sarà inoltre “fondamentale verificarne la coerenza con il quadro regolatorio unionale, che prevede l’introduzione di un dazio europeo di 3 euro a partire da luglio 2026″.
Il rischio evidenziato dalla Confederazione è infatti quello di una sovrapposizione fiscale che penalizzerebbe l’Italia. In altre parole, sarà necessario evitare che il contributo italiano di 2 euro si sommi ai 3 euro previsti dall’Europa.
“In questo scenario, l’Italia perderebbe due volte: non incasserebbe i 2 euro della norma nazionale per via del calo dei volumi e perderebbe anche la quota del 25% dei dazi europei che spetta al Paese d’ingresso delle merci”.
“Continueremo a collaborare con il Governo e con il Parlamento – ha quindi concluso De Ruvo – affinché si ristabilisca una situazione di equilibrio precedente all’introduzione del contributo. L’obiettivo deve essere consentire alla logistica italiana di competere ad armi pari con gli altri Paesi europei, evitando fughe di volumi che danneggerebbero l’intera economia nazionale”.
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