Prima fase ok per il progetto di droni sanitari a idrogeno a Padova
Completata oggi la sperimentazione a terra del Keb (Key Energy Builder), sistema compatto di produzione, stoccaggio ed erogazione di idrogeno verde
Fa un passo in avanti il progetto, che fa perno sull’aeroporto di Padova, per il trasporto di merci sanitarie tramite droni a idrogeno verde, includendo anche la produzione, stoccaggio ed erogazione del combustibile. L’iniziativa è espressione di un accordo di collaborazione per lo sviluppo della Mobilità Aerea Avanzata (Advanced Air Mobility) siglato da Enac, Regione Veneto e Gruppo Save nel 2024 e vede coinvolta H2C, azienda attiva nel settore delle infrastrutture energetiche.
E’ stato infatti completato il percorso preliminare che ha portato alla sperimentazione a terra del Keb (Key Energy Builder), sistema compatto di produzione, stoccaggio ed erogazione di idrogeno verde alimentato da energia rinnovabile, che servirà per alimentare i droni e i mezzi cargo a terra. Il test propedeutico è stato realizzato a Osnago, in provincia di Lecco, nella sede di Milani Spa, produttrice dell’impianto con il contributo di Dba Group.
Il Key Energy Builder – spiega una nota – che produce, stocca ed eroga idrogeno verde a 350 bar, è alloggiato in un container che presenta un ingombro superficiale di 22 metri quadrati, Attraverso un processo di elettrolisi e quindi mediante l’utilizzo di acqua ed energia elettrica da fonti rinnovabili, il Keb produce dai 5 ai 30 kg/giorno di idrogeno verde. Lo stoccaggio è reso sicuro ed efficiente grazie all’utilizzo di idruri metallici.
Nella sperimentazione preliminare, il Keb è stato utilizzato per l’alimentazione con idrogeno verde di un carrello elevatore di Toyota Material Handling Italia. Successivamente, a Padova, dove l’elettrolisi sarà generata da pannelli solari, il sistema alimenterà i droni finalizzati al trasporto di materiale sanitario, medicinali e sostanze biologiche urgenti.
Velivoli che potranno essere riforniti in soli 5 minuti, potendo quindi percorrere fino a 100 km, trasportando complessivamente 4 kg di materiali e consumando per il volo a pieno carico solo 340 grammi di idrogeno verde ad una velocità massima di 55km/h.
La tempistica del progetto prevede che alla verifica dell’interfaccia del Keb con il drone e con i mezzi di movimentazione cargo a terra in aeroporto, facciano poi seguito le attività di sperimentazione del drone a idrogeno in volo all’interno dell’area aeroportuale. L’ultima fase, di sperimentazione al di fuori dell’area aeroportuale Beyond Visual Line Of Sight (Bvlos), avverà con modalità di volo in cui il pilota non ha contatto visivo con il mezzo ma utilizza strumenti che consentono di mantenerne il controllo.
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