Xeneta aggiorna le previsioni 2026: la stiva disponibile in aumento solo del 2%-3%
Il conflitto pesa anche sui noli di lunga durata, ora stimati in aumento del 5%-15% durante l’anno
Il conflitto in Medio Oriente, con il suo impatto su tariffe, domanda e capacità disponibile, ha portato Xeneta a rivedere le previsioni per il settore del cargo aereo diffuse a inizio anno, aggiornando il suo Air Freight Outlook 2026.
Se la domanda è comunque attesa in crescita del 2%-3% – e anzi, ora gli analisti stimano che l’anno si chiuderà nella parte più alta della forchetta -, la crescita della capacità sarà invece più contenuta, attestandosi sul +2%-3% anziché sul 3%-4% come indicato inizialmente.
Nella prima metà dell’anno, aggiunge inoltre Xeneta, la guerra ha sottratto improvvisamente il 12% della capacità globale di trasporto aereo merci, portando la stiva disponibile ad attestarsi ora a un +1% rispetto alla prima metà del 2025. Nel frattempo la domanda è comunque cresciuta del 4%, superando la previsione originaria di crescita annua del 2-3% per il 2026, anche se non proseguirà su questi livelli.
“La domanda – ha commentato Niall van de Wouw, Chief Airfreight Officer della società – continua a sfidare ogni previsione. Nonostante tutto ciò che il mercato ha dovuto affrontare, i volumi trasportati sono ancora superiori a quelli dello scorso anno: il motore continua a funzionare ed è un risultato notevole”.
Il settore, ha aggiunto l’analista, deve però ora “aspettarsi un rallentamento della crescita della domanda nella seconda metà dell’anno, mentre l’offerta continua il recupero dopo la perturbazione causata dal conflitto in Medio Oriente”, con un progressivo riequilibrio tra le due.
Su questo sfondo, Xeneta ha anche aggiornato le sue previsioni rispetto ai noli fissati nei contratti di lungo periodo: non più in calo del 5%-10% nel 2026, ma in aumento del 5%-15% in conseguenza del conflitto.
Parallelamente la società di analisi norvegese ha continuato a rilevare due tendenze opposte in tema di domanda, già osservate nei mesi scorsi. Da un lato la forte crescita delle spedizioni di semiconduttori e hardware, sulla spinta della intelligenza artificiale, che ad oggi comunque rappresentano meno del 10% del volume totale del cargo aereo globale e sono concentrate sulla rotta transpacifica, quest’anno diventata il principale corridoio mondiale.
Dall’altro, lo stop della domanda di e-commerce, con le esportazioni cinesi di prodotti a basso valore che segnano a maggio il -7% su base annua, marcando il sesto calo mensile consecutivo.
“Ci sarà sempre domanda dei consumatori per prodotti economici fabbricati in Asia, ma la straordinaria crescita degli ultimi anni non sarà mantenuta – ha commentato van de Wouw. “L’e-commerce è stato il principale pilastro della crescita del cargo aereo, ma oggi non lo è più”.
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