Crisi di Hormuz: come gestire efficacemente la logistica via aerea in tempi di disruption
Un’analisi di D.B. Group

Negli ultimi mesi lo scenario geopolitico che ha interessato l’area del Golfo Persico e in particolare la crisi legata ai blocchi navali sullo Stretto di Hormuz, ha riportato al centro dell’attenzione uno dei temi più delicati per la logistica internazionale, ovvero la vulnerabilità delle supply chain globali.
La situazione attuale ha generato un effetto domino che a sua volta ha impattato e sta impattando in modo significativo sul trasporto via aerea delle merci.
Ad esempio la temporanea riduzione di operatività degli aeroporti di Dubai, Doha e Abu Dhabi, da sempre punti di transito strategici per una quota rilevante delle spedizioni internazionali, ha costretto il mercato a individuare rapidamente nuove direttrici di traffico.
A complicare il quadro si è aggiunta poi l’impossibilità di sorvolare alcune aree oggi considerate a rischio, tanto che gran parte del traffico tra Europa e Asia è stato dirottato su corridoi alternativi molto più congestionati rispetto al passato, con conseguente incremento delle ore di volo, maggiore consumo di carburante e una crescente pressione sulla capacità disponibile.
Tuttavia, l’effetto più immediato della crisi ha riguardato l’aumento generalizzato dei costi.
Da un lato, la riduzione della capacità disponibile sui vettori tradizionalmente utilizzati per collegare Europa e Asia ha spinto una parte consistente dei flussi verso altri hub quali Delhi, Bangkok, Singapore, Hong Kong, Tokyo e Seoul. Dall’altro, l’incertezza legata all’approvvigionamento del carburante e l’incremento del prezzo del jet fuel hanno portato molte compagnie ad applicare surcharge straordinarie, con modalità e tempistiche differenti da vettore a vettore.
Le conseguenze si sono fatte sentire principalmente sulle rotte che collegano Europa e India, Medio Oriente, Africa e Oceania, ovvero tutti quei segmenti generalmente serviti dai grandi vettori del Golfo, ma hanno avuto e stanno avendo effetti anche su mercati apparentemente lontani dalle zone teatro di crisi, come il Nord America.
Capacità di adattamento: quello che fa realmente la differenza
È chiaro che, in scenari come quello attuale, la semplice disponibilità di spazio a bordo non è più un fattore distintivo sufficiente. Ciò che è realmente determinante è la capacità di individuare rapidamente soluzioni sostitutive, garantendo continuità operativa e fornendo ai clienti informazioni tempestive e affidabili.
È proprio in questo contesto che emerge con forza il ruolo strategico di un partner logistico affidabile. Grazie a una rete di 79 sedi nel mondo e a relazioni consolidate nel tempo con i principali vettori aerei internazionali, D.B. Group ha reagito tempestivamente alla disruption individuando routing alternativi e riprogrammando le spedizioni verso hub differenti da quelli solitamente utilizzati nel Golfo, anche offrendo soluzioni multimodali come il land air – il sea air per le spedizioni dal Far East.

L’attività di consulenza, in tal senso, ha assunto una valenza centrale, laddove per molte aziende non si trattava e non si tratta semplicemente di trovare un nuovo volo, quanto piuttosto di ripensare intere catene di trasporto valutando destinazioni, tempi di transito, livelli di servizio e impatti economici, giacché ogni merce presenta diverse caratteristiche ed esigenze: per alcuni settori, infatti, la priorità è ridurre i costi, mentre per altri il rispetto delle tempistiche rimane il fattore decisivo.
Trasparenza e visibilità in tempo reale
Nei momenti di maggiore instabilità anche il valore dell’informazione diventa cruciale.
Avvalendosi di strumenti avanzati di tracking e monitoraggio D.B. Group ha scelto di puntare su una comunicazione puntuale, costante e trasparente verso i propri clienti, condividendo l’andamento dei costi legati al carburante e fornendo aggiornamenti continui sull’evoluzione delle rotte e delle tariffe.
Un approccio che consente alle imprese di pianificare con maggiore consapevolezza le proprie spedizioni e di prendere decisioni basate su dati concreti anziché su intuizioni momentanee.
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