Dallanoce (Sea): “A Malpensa magazzini quasi saturi, serve maggiore capacità cargo”
A inizio 2027 verrà assegnata la struttura di prima linea ex Amazon, nel 2028 sarà complettao il nuovo progetto di Dnata e intanto verrà sviluppato anche un nuovo parcheggio sicuro per i mezzi pesanti

Milano Linate – Il cargo ereo a Malpensa è triplicato dal 2000 a oggi ma nell’ultimo anno questa crescita ha rallentato. “Fino al 31 ottobre quest’anno abbiamo registrato un -6% e prevediamo di chudere il 2026 a quota 720mila tonnellate (tornando ai livelli del 2022)”. A dirlo è stato Paolo Dallanoce, Head of Cargo di Sea Milan Airports, in occasione dell’Air Cargo Forum organizzato a Linate dall’International Propeller Club Port of Milan. Le cause di questo rallentamento sono moltepici: “Oltre a ragioni macro legate alla geopolitica una spiegazione della flessione è riconducibile alla tassa sull’e-commerce che ha dirottate voli altrove all’estero. Ci aspettiamo comunque un rimbalzo nel prossimo futuro per questa merceologia”.
Nell’occasione Dallanoce ha evidenziato come “Malpensa sia vicina alla saturazione per molti magazzini” e ha quindi sottolineato come per il futuro serva “maggiore capacità”. A questo proposito sono stati menzionati “i magazzini di seconda linea che verranno realizzati”, ma anche “il nuovo magazzino al quale Dnata sta lavorando e che sarà pronto nel 2028” e “il magazzino di prima linea ex Amazon, finora gestito da Bcube, che sarà assegnato a inizio 2027”.
Durante la sua presentazione il vertice del settore cargo di Sea ha illustrato lo sviluppo del sistema milanese nel trasporto aereo merci lungo tre direttrici: crescita dei volumi, infrastrutture e trasformazione digitale.
I numeri raccontano una traiettoria di lungo periodo: nel 2001 Malpensa movimentava 289mila tonnellate; nel 2025 ha raggiunto quota 763mila, oltre due volte e mezzo il valore di partenza. Il percorso non è stato lineare: dopo il picco di 487mila tonnellate del 2007, la crisi finanziaria e il de-hub di Alitalia ha riportato i volumi a 344mila nel 2009, mentre tra il 2017 e il 2020 lo scalo è passato da 590mila a 517mila. La svolta è arrivata nel 2021, con un balzo a 747mila tonnellate. Dopo l’assestamento del 2022-2023, lo scalo varesotto è tornata a crescere fino al nuovo massimo del 2025. Oggi è il primo aeroporto cargo italiano, con una quota di mercato di circa il 60%, e uno dei primi dieci scali merci in Europa.
A sostenere i volumi c’è una Cargo City che riunisce gli handler Alha, Bcube Air Cargo, Beta Group e Wfs, accanto ai corrieri espressi FedEx e Dhl Express. Oltre al nuovo magazzino di dnata, i piani di sviluppo includono anche un nuovo parcheggio sicuro per i mezzi pesanti e un’area dedicata ai magazzini di seconda linea, a supporto dei terminal di prima linea.
Per Sea lo sviluppo dello scalo passa anche dall’ottimizzazione dei processi resa possibile dalla digitalizzazione. Lo strumento centrale è il Cargo Community System (Ccs), una piattaforma digitale neutrale sviluppata in partnership strategica con Cargo Start e che connette la comunità cargo consentendo agli operatori autorizzati di scambiare dati operativi, coordinare le attività e accedere a servizi condivisi. L’impegno del gestore è chiaro, ha sottolineato Sea, ma serve la collaborazione di tutta la filiera nella condivisione dei dati.
Sul fronte della consegna e del ritiro merce sono già in produzione il Modulo Export, un unico record digitale strutturato per ogni spedizione, e l’Air Fast Transfer, un corridoio doganale con tracciamento Gps. Sono in sviluppo il Modulo Import, con stato delle spedizioni in tempo reale e notifiche proattive, e il Truck Flow Monitoring, che monitora flussi dei camion e tempi operativi. È invece pianificato lo Slot Booking per la prenotazione degli slot di carico e scarico nei magazzini. Sul fronte airside il Dolly Tracking offre già visibilità in tempo reale delle attrezzature tramite Rfid, mentre Smart Move, in sviluppo, collegherà digitalmente handler cargo e handler di rampa.
Il progetto, avviato nel 2014, ha ripreso slancio nel 2023-2024 con il reboot del Modulo Export e l’avvio dell’Air Fast Transfer. Nel 2025 l’Export è diventato pienamente operativo: oltre 400 operatori aderenti, nuove regole di validazione e obbligatorietà sancita dal Regolamento di Scalo. Il 2026 è dedicato all’estensione dei servizi, con il completamento dell’Export, lo sviluppo dell’Import e l’avvio dello Slot Booking; il 2027 dovrebbe portare all’integrazione completa dei moduli. L’investimento complessivo di Sea su questo progetto ammonta a circa 2,5 milioni di euro al 2026.
Il quadro emerso dal Forum è quello di uno scalo che cresce su più piani: volumi ai massimi storici, infrastrutture in espansione e una roadmap digitale definita fino al 2027. La sfida, per Sea, è ora coinvolgere l’intera filiera, perché la competitività di Malpensa dipende dalla capacità di tutti gli attori di lavorare come un unico sistema.
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