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Gli operatori studiano la supply chain del vaccino per il Covid

Il vaccino al Covid-19 rappresenta una sfida per l’umanità non solo, come è naturale, sul piano della ricerca scientifica. A essere chiamati a uno sforzo senza precedenti saranno anche le aziende che dovranno produrre il farmaco, così come gli operatori della logistica che dovranno assicurarne la distribuzione. La questione è stata affrontata recentemente anche in […]

di Nicola Capuzzo
12 Agosto 2020
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Il vaccino al Covid-19 rappresenta una sfida per l’umanità non solo, come è naturale, sul piano della ricerca scientifica. A essere chiamati a uno sforzo senza precedenti saranno anche le aziende che dovranno produrre il farmaco, così come gli operatori della logistica che dovranno assicurarne la distribuzione. La questione è stata affrontata recentemente anche in un articolo del Wall Street Journal, che ha raccontato come le case farmaceutiche (e non solo) si stiano preparando a gestire questa fase del processo.

Tra gli operatori interpellati c’è stato anche il responsabile delle spedizioni aeree di Flexport, Neel Jones Shah, il quale alla testata ha detto di ritenere che gli operatori della logistica allo stato attuale non abbiano “abbastanza di alcunché: né capacità di stiva, né personale di handling di terra, né attrezzature sufficienti” per gestire una situazione come questa. “Nessuna società può gestire la supply chain del vaccino dall’inizio alla fine. Sarà cruciale la collaborazione”. Le difficoltà a cui potrebbero essere sottoposti gli operatori saranno quelle tipiche del settore pharma (in sintesi: la necessità di garantire la gestione a temperatura controllata dei prodotti, facendo fronte anche a problemi contingenti). Altre però si aggiungeranno: il rischio di furti da parte di gruppi criminali, considerato l’alto valore economico del vaccino, ma anche la necessità di adattare la distribuzione alle esigenze che verranno indicate dagli scienziati.

Lo stesso Jones Shah è anche membro del consiglio di amministrazione di TIACA (The International Air Cargo Association), che riunisce gli operatori del settore del cargo aereo. Proprio in questi giorni l’associazione ha lanciato una iniziativa congiunta con Pharma.Aero, che raccoglie le realtà specializzate nel trasporto, sempre per via aerea, di farmaci e prodotti medici.

Le due organizzazioni hanno annunciato di avere “unito le forze” con lo scopo di sviluppare delle linee guida per l’industria delle spedizioni aeree, per consentire il trasporto ottimale del vaccino. Il progetto prevede l’avvio di un gruppo di lavoro che vedrà la presenza di vari stakeholder, dalle case produttiric agli operatori della logistica.

Lo scopo – spiega una nota di TIACA e Pharma.aero – è quello di fornire all’industria del cargo aereo “maggiore chiarezza rispetto alle richieste, le aspettative e i requisiti della supply chain” includendo temi come “rotte commerciali critiche, capacità, movimentazione e stoccaggio, requisiti di tracciabilità e rintracciabilità”. Questo, secondo le due associazioni, permetterà anche ai caricatori di acquisire una maggiore comprensione delle capacità dei vari attori della logistica, per far sì che quando il vaccino sarà disponibile sul mercato, “l’industria del trasporto aereo di merci sarà pronta a rispondere alle esigenze degli spedizionieri e trasportare i vaccini in condizioni ottimali in tutti gli angoli del globo”.

Oltre a essere composto dai membri di entrambe le associazioni, il gruppo di lavoro si metterà in contatto anche con altre organizzazioni internazionali. I suoi risultati saranno condivisi con gli operatori dell’industria attraverso white paper e webinar nelle fasi successive del programma, che secondo i piani sarà completato entro la fine del 2020.

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