“In Italia servono uno o due aeroporti full freighter”
La proposta è stata lanciata da Mearelli (Enac) in occasione dell’Air Cargo Forum organizzato a Linate del Propeller Club di Milano

Il trasporto aereo delle merci come leva strategica per la competitività del Paese: è stato questo il filo conduttore dell’Air Cargo Forum ospitato al Sea Linate Center di Milano e organizzato dal Propeller Club di Milano con il patrocinio di Confapi Milano e Assologistica. Al centro dei lavori il ruolo degli scali milanesi per il cargo aereo e l’impatto dell’e-commerce su un settore che negli ultimi anni ha cambiato volumi, tempi e modelli operativi.
I saluti introduttivi sono stati affidati ad Armando Brunini, amministratore delegato di Sea Milan Airports, e a Riccardo Fuochi, presidente di The International Propeller Club – Port of Milan. Due prospettive complementari: quella del gestore degli aeroporti di Malpensa e Linate e quella di un’associazione che da anni lavora per mettere in rete gli attori del trasporto e della logistica.
Brunini ha richiamato le sfide che la geopolitica impone al trasporto aereo merci. Sul fronte dei collegamenti con il Medio Oriente, dopo una breve fase critica nei primi mesi del 2026, la situazione è tornata quasi subito alla normalità secondo il racconto di Silvia Tagliaferri (Emirates SkyCargo).
Fuochi ha invece puntato il dito su un’occasione mancata: secondo il presidente del Propeller Club milanese l’Italia non è riuscita a intercettare i volumi dell’e-commerce; piattaforme come Temu e Shein hanno scelto di posizionarsi con i propri voli nell’Est Europa.
Il primo approfondimento è stato dedicato allo sviluppo del sistema cargo aeroportuale milanese, illustrato da Paolo Dallanoce, Head of Cargo di Sea Milan Airports. Malpensa è il principale scalo merci italiano e la sua crescita è strettamente legata alla capacità di attrarre vettori, investire in infrastrutture e semplificare i processi a terra.
Cuore del forum è stata la tavola rotonda intitolata “Il cargo aereo nell’era dell’e-commerce: sfide e opportunità per il sistema logistico italiano”. Il commercio elettronico ha moltiplicato le spedizioni di piccolo taglio e alzato le aspettative sui tempi di consegna, con ricadute su controlli doganali, gestione degli scali e organizzazione degli handler.
Al tavolo si sono confrontati Marco Cutaia, direttore territoriale della Lombardia dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli; Paolo Maderna, presidente di Anama; Carlo Mearelli; Silvia Tagliaferri; Marco Del Giudice, vicepresidente di PharmacomItalia; Francesco Raschi, direttore Cargo and Real Estate di Sea.
La composizione del panel ha permesso di guardare al tema da più angolazioni: la regolazione e i controlli, il ruolo degli spedizionieri, la prospettiva di un grande vettore internazionale, le esigenze di un comparto ad alto valore come il farmaceutico e le scelte infrastrutturali del gestore.
Come detto il messaggio più netto è arrivato da Carlo Mearelli. Il commissario straordinario di Enac ha dichiarato esplicitamente che, al vertice dell’Ente, si occuperà soprattutto di cargo aereo. E ha annunciato che a fine novembre, per la prima volta, Palazzo Chigi ospiterà un convegno dedicato al trasporto aereo merci. Sempre Mearelli ha poi lanciato una proposta destinata a far discutere: “Puntare su uno o due aeroporti full freighter, uno al nord e uno al sud Italia. Serve specializzazione” ha detto.
Armando Brunini ha raccolto la provocazione dicendo: “Sea non farà nulla per opporsi alla nascita di un aeroporto full cargo in Italia, se questa sarà la volontà, ma fino a quel momento saremo a disposizione del cargo aereo italiano”. E ha rivendicato il ruolo dello scalo varesino: “A Malpensa oggi siamo l’unico vero aeroporto cargo d’Italia”.
Sul fronte della digitalizzazione, Francesco Raschi ha ipotizzato di condividere il Cargo Community System di Malpensa anche con altri aeroporti italiani, per aumentarne diffusione e applicazione.
Silvia Tagliaferri, di Emirates SkyCargo, ha elencato le opportunità che l’Italia deve saper cogliere e i traffici da riconquistare, citando fra questi ad esempio il trasporto di cavalli.
Paolo Maderna ha infine preannunciato che Anama commissionerà una ricerca per tradurre in numeri, e con esempi concreti, il peso economico del trasporto aereo merci in Italia.
Dal forum è emerso un messaggio condiviso: il cargo aereo non è un segmento di nicchia, ma un’infrastruttura al servizio dell’export e delle filiere produttive italiane. Perché diventi davvero un motore di competitività servono procedure più rapide, investimenti negli scali e un dialogo costante tra istituzioni e operatori, a partire dal polo milanese.
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