La logistica pharma sarà “attività essenziale” per il Governo
Liphe (Assoram) plaude alla iniziativa che valorizza la “resilienza e resistenza” del comparto
Nell’iter parlamentare che ha portato alla approvazione della legge di Bilancio 2026, il Senato ha dato il suo ok all’ordine del giorno G/1689/38/5 (firmatari i quattro senatori della Lega Maria Cristina Cantù, Tilde Minasi, Marco Dreosto ed Elena Testor) che impegna il Governo a valutare l’opportunità di riconoscere formalmente la logistica farmaceutica quale attività essenziale, strategica e di interesse nazionale, parte integrante e indispensabile del sistema sanitario e produttivo, assicurando il suo pieno inserimento nelle politiche pubbliche in materia di salute, industria e sicurezza.
Nel testo viene sottolineato come “in prospettiva europea”, il settore sia “un fattore chiave per il re-shoring produttivo e distributivo, indispensabile per ridurre la dipendenza da paesi terzi e per garantire la sicurezza dell’approvvigionamento di farmaci e dispositivi medici”. Vi si sottolinea inoltre che la valorizzazione del comparto rappresenterebbe “un volano di sviluppo industriale e occupazionale, favorendo la modernizzazione della filiera healthcare, l’adozione di tecnologie digitali e green e la competitività del sistema Italia nel contesto europeo”.
Un passaggio – l’ok del Senato all’ordine del giorno – che è stato salutato con favore da Pierluigi Petrone, presidente di Liphe ovvero la ex Assoram, associazione che da sessant’anni rappresenta la logistica di prodotti della salute. Petrone ha ringraziato i quattro senatori firmatari “per le parole di pieno riconoscimento della logistica healthcare, descritta nell’ordine del giorno come il cuore operativo della filiera della salute: un segmento ad altissimo valore tecnologico e regolatorio che unisce l’industria farmaceutica, le strutture sanitarie, le farmacie e i pazienti, garantendo la continuità delle cure e la sicurezza dei trattamenti”.
In particolare Petrone ha sottolineato come “resistenza e resilienza” del comparto, il cui lavoro si è intensificato dalla pandemia in poi, abbiano ottenuto la “giusta considerazione anche in relazione ai costi strutturali elevati, aggravati da una compressione dei margini economici e da un eccesso di complessità burocratica e normativa”.
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