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Spedizioni aeree ancora a -17% in agosto

A pochi giorni dalla pubblicazione dei dati di IATA relativi all’andamento delle spedizioni aeree nel mese di luglio, che offrono un quadro ancora poco incoraggiante (-13,5% rispetto allo stesso mese del 2019), da Clive è arrivato un primo riscontro sul trend osservato in agosto. La società di consulenza stima anche per l’ottavo mese dell’anno una […]

di Nicola Capuzzo
3 Settembre 2020
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A pochi giorni dalla pubblicazione dei dati di IATA relativi all’andamento delle spedizioni aeree nel mese di luglio, che offrono un quadro ancora poco incoraggiante (-13,5% rispetto allo stesso mese del 2019), da Clive è arrivato un primo riscontro sul trend osservato in agosto.

La società di consulenza stima anche per l’ottavo mese dell’anno una lenta risalita dei volumi, con traffici inferiori del 17% a quelli dell’agosto 2019 (per luglio il gap stimato era stato del 20%, mentre in aprile era del 41%).  Il (pure lento) recupero di capacità disponibile sul mercato porta invece il dynamic load factor (parametro utilizzato da Clive e che tiene conto sia del peso che del volume delle spedizioni) a calare leggermente, pur restando su un valore comunque elevatissimo, ovvero il 68% (contro il 70% di luglio, record di sempre), comunque superiore di 8 punti percentuali al dato dell’agosto 2019.
“Le divisioni cargo delle compagnie aeree non hanno mai avuto il controllo del proprio destino, e ancora non lo hanno, ma possono controllare il presente e il futuro di breve periodo decidendo dove allocare la loro capacità di carico” ha commentato il direttore generale della società, Niall van de Wouw, spiegando come la pandemia abbia reso ora il traffico passeggeri ‘parassita’ di quello merci, essendo diventato quest’ultimo la principale fonte di ricavi per i vettori. La ‘grande domanda’, per van de Wouw, resta dunque: “Quando tornerà la domanda dei passeggeri e si invertiranno le carte in tavola?”. Relativamente ai rendimenti (yield), secondo Clive quelli per spedizioni dalla Cina all’Europa sono rimasti superiori del 25% a quelli dello scorso agosto (sulle rotte transpacifiche si arriva al +35%), essendo la capacità disponibile sulle stesse tratte inferiore del 19 %.

Rispetto a luglio il valore dei noli risulta invece in calo (del 2,5% per le tratte verso l’Europa e del 5% per quelle sopra il Pacifico. La società invita però anche a guardare con prudenza ai dati medi mensili sui prezzi, data la grande fluttuazione e la variabilità da rotta a rotta. Sul tema dei noli, la stessa Clive segnala questa interessante dichiarazione di Robert Frei, Direttore del Business Development del TAC Index: “Quando si esaminano le tendenze generali dei prezzi, vediamo che la reazione alla domanda e all’offerta avviene più rapidamente. Questo ovviamente ha anche a che fare con il fatto che la maggior parte dei vettori e degli spedizionieri interrompono i contratti […] e con il fatto che gli approvvigionamenti vengono ora effettuati più a breve termine”. Secondo Frei, inoltre: “Tutte le parti stanno attualmente esaminando nuove modalità di negoziazione dei contratti, possibilmente utilizzando accordi collegati a indici (Index Linked Agreements) o nuovi strumenti di gestione del rischio al di fuori del mercato fisico. Tali strumenti sono già ben noti e applicati con successo in altri settori, ma sono nuovi per il mercato delle merci aviotrasportate”.

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