Spedizioni aeree globali in aumento del 2-3% nel 2026 secondo Xeneta
Il 2025 si è chiuso con una crescita del 4%, ma per il prossimo anno si attende un calo dell’e-commerce
Le incertezze generate dalle politiche tariffarie dell’amministrazione Usa hanno spinto verso la crescita le spedizioni aeree globali nel 2025, portandole a un aumento del 4% dopo il boom (+11%) registrato l’anno prima. Particolarmente buona la performance di dicembre, archiviato con un +6% che ha suggellato un intero quarto trimestre positivo.
“Il 2025 ha avuto ‘qualcosa per tutti’ – ha commentato Niall van de Wouw, Chief Airfreight Officer di Xeneta. “I fornitori di servizi hanno beneficiato di volumi più elevati rispetto alle previsioni di inizio anno, mentre i caricatori hanno tratto vantaggio da tariffe più basse nella seconda metà dell’anno”.
Chiuso positivamente il 2025, per l’anno appena iniziato le previsioni della società di analisi sono però più caute, stimando un aumento dei volumi di circa il 2-3%. “Con molte incognite ancora aperte sul commercio, e le tensioni geopolitiche che aggiungono un ulteriore livello di incertezza, personalmente ritengo che il 2026 dovrà cedere qualcosa dal punto di vista dei volumi” ha spiegato van de Wouw, aggiungendo che “questo significa che ci sarà maggiore spazio per i caricatori in termini di tariffe più basse”.
A far temere un calo della domanda è in particolare l’andamento dell’e-commerce. Se il 2025 ha visto un exploit delle spedizioni di beni legati allo sviluppo della intelligenza artificiale, ha infatti mostrato anche un andamento meno brillante per l’e-commerce transfrontaliero cinese, a seguito in particolare della fine del regime del de minimis negli Usa. Le esportazioni di questo segmento di merci dalla Cina sono cresciute a novembre di solo l’1% su base annua dopo essere rimaste stagnanti a ottobre, mentre quelle dirette in particolare verso gli Usa negli stessi mesi sono crollate rispettivamente del 52% e del 51%. Nel frattempo, i volumi e-commerce Cina–Ue hanno continuato a crescere, ma con minore slancio, aumentando del 29% a novembre, dopo il +47% registrato a ottobre.
Sul settore, secondo Xeneta, pesa la sempre maggiore regolamentazione, introdotta o annunciata non solo da Usa e Ue ma anche da paesi come Giappone e Thailandia.
“I volumi dell’e-commerce transfrontaliero cinese sono rimasti stagnanti a ottobre e novembre. Se dovessimo assistere a un terzo mese consecutivo di crescita più debole dell’e-commerce dalla Cina, sarebbe un segnale importante” ha sottolineato al riguardo van de Wouw.
Su questo sfondo, Xeneta ha rilevato a dicembre un calo delle tariffe spot sui principali corridoi, il più pesante dei quali (-13%) registrato sulla rotta transatlantica westbound, dall’Europa al Nord America, su cui la domanda è diminuita del 2% rispetto a un anno prima. Altre flessioni marcate si sono viste sulle rotte dal Sud-Est asiatico verso Europa (-11%) e Nord America (-6%), mentre il Nord-Est asiatico ha mostrato maggiore stabilità, con cali verso Europa e Nord America in flessione di circa il -5% su base annua.
Lo scenario, secondo gli analisti, sta portando compagnie aeree e spedizionieri a concentrarsi su accordi di breve periodo. Nel quarto trimestre 2025, il 73% delle spedizioni in volume è stato acquistato sulla base di contratti della durata di massimo 6 mesi, mentre i contratti annuali hanno rappresentato solo il 24% dei nuovi accordi, 20 punti percentuali rispetto al trimestre precedente (ma 8 punti percentuali in più rispetto al Q4 2024).
Facendo infine le carte al 2026, van de Wouw ha evidenziato che ogni segnale di crisi che dovesse vedersi nel corso dell’anno potrebbe ancora una volta favorire il trasporto aereo merci. In assenza di questi, l’analista ha però rilevato che i fondamentali di mercato siano ora orientati al ribasso. “Quando guardo ai principali rischi di quest’anno, al momento direi che è più probabile assistere a qualcosa che freni il livello di crescita del cargo aereo visto negli ultimi due anni. Nel complesso, il mercato è stato relativamente stabile, ma stiamo entrando in una fase in cui i caricatori cercheranno tariffe migliori e la domanda potrebbe deteriorarsi nel primo trimestre dell’anno”.
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