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Voli cancellati: si riduce la capacità cargo belly dall’Italia

La capacità di stiva disponibile per le spedizioni merci nelle pance degli aerei passeggeri (cargo belly) sta subendo una riduzione significativa da e verso molte aeree del mondo, non più solo con la Cina. La causa è ovviamente il Coronavirus e il fatto che in Italia l’emergenza sanitaria ha raggiunto livello preoccupanti con la conseguenza […]

di Nicola Capuzzo
1 Marzo 2020
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La capacità di stiva disponibile per le spedizioni merci nelle pance degli aerei passeggeri (cargo belly) sta subendo una riduzione significativa da e verso molte aeree del mondo, non più solo con la Cina. La causa è ovviamente il Coronavirus e il fatto che in Italia l’emergenza sanitaria ha raggiunto livello preoccupanti con la conseguenza che gli italiani si spostano sempre meno e gli stranieri preferiscono non atterrare nel nostro paese. Le compagnie aeree corrono ai ripari riducendo le frequenze o cancellando i collegamenti e questo per il mercato del cargo aereo si traduce in una significativa riduzione dell’offerta di stiva disponibile.

Gli ultimi due vettori in ordine di tempo che hanno annunciato la cancellazione di voli con il nostro Paese sono stati Turkish Airlines e American Airlines. Quest’ultima ha fatto sapere di aver sospeso i voli fra Milano e gli aeroporti di New York Jfk e Miami fino al 24 aprile prossimo “a causa della riduzione della domanda”. La decisione è arrivata dopo che gli Stati Uniti hanno alzato il livello di allerta per i viaggi in Italia. Anche Delta ha annunciato la chiusura dei suoi voli verso l’Italia fino al 1 maggio.

Anche British Airways è intervenuta per affrontare l’emergenza e lo ha fatto cancellando i voli diretti tra Londra e Milano Linate fino a fine marzo mentre quelli con Malpensa per il momento resistono. Saranno però interrotti 56 collegamenti anche con altre destinazioni tra le quali Bologna, Venezia e Torino.

Le restrizioni del governo israeliano e il calo della domanda hanno spinto la compagnia El Al a cancellare i voli per l’Italia e nellospecifico si parla di tratte per Milano Malpensa (11 collegamenti settimanali), Roma Fiumicino (12 settimanali), Napoli (2 settimanali) e Venezia (2 settimanali). Anche Kuwait Airways e Royal Jordanian Airlines non servono più collegamenti aerei con l’Italia fino a nuove indicazioni. Ridimensionamento importante delle operazioni anche per le sudcoreane Asiana e Korean Air da Seul: la prima ha cancellato i voli per Venezia dal 4 al 28 marzo, mentre riduce da 7 a 4 collegamenti la settimana per Roma. La seconda ha cancellato del tutto dal 7 al 28 marzo i voli con Malpensa.

L’emergenza coronavirus costringe anche Alitalia a intervenire pesantemente sulle rotte. La compagnia ufficialmente ha parlato di riduzione della capacità riguardante 38 rotte nazionali e internazionali ma un’indagine del Corriere della Sera basata sul sistema di prenotazione online della compagnia descrive un quadro più nero. Alitalia pare infatti che cancellerà almeno un centinaio di voli al giorno per tutto marzo, pari al 20% dei collegamenti complessivi.

Entrando più nel dettaglio del vettore tricolore, delle 38 rotte interessate 23 sarebbero quello nazionali, 9 quelle internazionali (Europa, Medio Oriente) e 5 intercontinentali. A livello internazionale viene cancellata la rotta Roma – Beirut, la Roma – Tel Aviv (che passa da 8 voli a 2) e la Roma – Tirana (da 6 a 4). Dall’analisi dei sistemi di prenotazione si notano anche delle cancellazioni sporadiche per il mese di marzo su Zurigo, Nizza, Belgrado, Varsavia, Podgorica, Sofia. Qualche limatura si registra anche sui voli intercontinentali. Coinvolte, da Roma: San Paolo del Brasile, Washington, Johannesburg e Città del Messico. Da Milano la rotta per New York.

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