“Al via a settembre i primi voli cargo per l’export agroalimentare da Grottaglie”
L’avvio dei collegamenti sarà sostenuto con 1,3 milioni di euro in tre anni dalla Regione Puglia

Quello di settembre potrebbe essere il mese in cui vedranno il via i voli cargo regolari nell’aeroporto di Grottaglie.
Protagoniste del debutto le compagnie Turkish Airlines e Poste Air Cargo, i cui nomi associati a quello dello scalo pugliese erano già emersi negli anni scorsi come quelli dei possibili apripista delle relazioni dedicate all’export agroalimentare pugliese.
A fare il punto sul progetto è stata oggi la Regione Puglia, con una conferenza stampa in cui ha presentato il suo impegno in esso. “Un investimento di poco più di 1,3 milioni di euro in tre anni” ha spiegato, che si configura come “un contributo temporaneo e decrescente, che si riduce se il mercato risponde positivamente e che cessa completamente dal 2029”. L’iniziativa, spiega ancora l’ente, è inserita in uno schema di disegno di legge che prevede appunto un contributo straordinario regionale destinato alla fase di avvio “con l’obiettivo di sostenere l’attivazione di collegamenti aerei cargo diretti nazionali, internazionali e intercontinentali”, ed è stata ideata sulla falsariga delle incentivazioni finora viste nel segmento dei voli passeggeri.
Da parte sua, Aeroporti di Puglia ha già avviato la procedura per l’attivazione delle nuove rotte merci, in partnership con Poste Air Cargo. Il via alle connessione tuttavia dovrebbe aversi con il lancio di un collegamento settimanale tra Taranto Grottaglie e Istanbul, destinato successivamente al raddoppio dei voli.
Ad oggi a Grottaglie, ricorda la Regione, AdP ha già realizzato, insieme al sub-concessionario Gesfa, un polo logistico integrato dedicato allo sviluppo del trasporto merci per via aerea. Secondo i promotori, il sistema in particolare “consentirà ai produttori locali di accedere a servizi “air freight premium”, superando i limiti legati alla shelf life dei prodotti deperibili e permettendo di esportare merci fresche verso mercati internazionali ad alto potenziale commerciale”, al servizio quindi anche di prodotti non solo dell’agroalimentare, ma anche di altri comparti produttivi strategici del Mezzogiorno, “dall’aerospazio alla farmaceutica, dall’automotive all’elettronica”
Nello scalo pugliese le imprese, secondo la Regione, avranno a disposizione un contesto favorevole allo sviluppo della logistica merci: “ampi spazi disponibili, assenza di congestione, infrastrutture adeguate e possibilità di sviluppare aree logistiche dedicate”. Il progetto punta inoltre a “rafforzare l’intera catena del freddo, attraverso piattaforme di consolidamento, magazzini refrigerati, sistemi di tracciabilità e tempi di trasferimento più rapidi, garantendo che i prodotti raccolti in Puglia arrivino sui mercati internazionali mantenendo elevati standard qualitativi”.
“Oggi l’unico hub cargo di riferimento in Italia è Milano: con Grottaglie candidiamo la Puglia a diventare il principale punto di scambio merci del Sud Italia, a servizio non solo della regione ma anche dei territori limitrofi” ha commentato l’assessore regionale all’Agricoltura e Sviluppo rurale, Francesco Paolicelli. La giunta in particolare guarda a prodotti freschi come la burrata che potrebbe raggiungere i con costi più competitivi, mercati come quelli di Turchia, Emirati Arabi Uniti, e Medio Oriente.
“L’aeroporto di Grottaglie può diventare una vera piattaforma logistica per l’agroalimentare pugliese che conta oltre 21 mila imprese ortofrutticole, 51 mila addetti, produce circa 3 milioni di tonnellate di ortaggi l’anno ed esporta prodotti per oltre un miliardo di euro” ha detto l’assessore alle Infrastrutture e Mobilità, Raffaele Piemontese, ricordando che “gran parte delle nostre produzioni fresche continua a viaggiare su gomma verso gli aeroporti del Nord Italia e del Nord Europa”.
Dal lato infrastrutturale, “la piattaforma cargo dell’aeroporto di Grottaglie – ha dichiarato il Presidente di Aeroporti di Puglia, Antonio Maria Vasile – è pronta”. Lo scalo ad oggi dispone delle certificazioni e delle autorizzazioni sanitarie e doganali necessarie per l’avvio delle attività, “riservandoci solo un paio di mesi per poter perfezionare il sistema delle prenotazioni”.
Come detto, “il progetto sperimentale avrà una durata triennale, dal 2026 al 2028, periodo necessario a consolidare i volumi di traffico e rendere sostenibile il servizio. La Regione Puglia sosterrà la fase di start-up con risorse complessive pari a oltre 1,3 milioni di euro, individuate nell’ambito del Dipartimento Agricoltura e Sviluppo rurale, mentre Aeroporti di Puglia e il vettore condivideranno il rischio operativo legato alla fase iniziale di sviluppo delle rotte.
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