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Ai corrieri aerei espressi il 27,8% dell’export italiano per via aerea

Secondo uno studio Bocconi – Aicai, l’attività di Dhl, Fedex e Ups sostiene complessivamente oltre 44mila posti di lavoro nella Penisola

di REDAZIONE AIR CARGO ITALY
10 Giugno 2026
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I corrieri aerei espressi hanno movimentato nel 2024 esportazioni italiane per 24 miliardi di euro, generando un impatto complessivo sulla produzione nazionale superiore ai 10,1 miliardi di euro e sostenendo oltre 44.000 posti di lavoro complessivi sul territorio.

Lo afferma l’ultimo rapporto macroeconomico commissionato da Aicai (Associazione Italiana Corrieri Aerei Internazionali, fondata da Dhl, Fedex e Ups) al centro di ricerca Green dell’Università Bocconi e presentato oggi a Roma. Non solo: secondo il report, la filiera ha un effetto moltiplicatore, con altri 202 euro ‘prodotti’ nell’economia nazionale per ogni 100 euro di valore aggiunto generato direttamente dalle aziende, mentre ogni 100 addetti diretti ne supportano ulteriori 273 nell’indotto nazionale.

Analizzando in particolare il periodo post-pandemico 2019-2024, lo studio conclude che la propensione all’export italiana è stata trainata dai mercati extra-Ue, che oggi rappresentano il 48% del totale (dal 41% del 2019). In questo scenario, i corrieri aerei espressi fungono secondo Aicai da abilitatori commerciali, gestendo la complessità doganale e logistica in logica door-to-door per oltre 120.000 aziende italiane. Come detto nel 2024 i tre soci Aicai hanno infatti movimentato per via aerea merci per 24,4 miliardi di euro, ovvero il 27,8% in valore di tutto l’export italiano trasportato con questa modalità.

Un supporto operativo che secondo l’associazione si riflette anche sulla crescita della struttura aziendale in Italia. Tra il 2019 e il 2024, il fatturato complessivo dei tre soci è infatti aumentato del 22,4% mentre l’occupazione diretta è cresciuta del 55,4%, superando gli 11.800 addetti, sostenuta – ricorda ancora Aicai – da “massicci investimenti infrastrutturali e tecnologici”. Tra questi l’associazione ricorda il Dhl Express Malpensa Hub (“quarto snodo europeo del gruppo e certificato per l’efficienza energetica”), il Novara International Hub di FedEx (“flagship europeo per sistemi di smistamento automatizzati e diversità di genere nella forza lavoro”), e l’hub aereo di Ups a Bergamo di Orio al Serio, “raddoppiato nella capacità e alimentato al 100% da energia elettrica rinnovabile”.

“In un conteso internazionale segnato da continue incertezze e trasformazioni geopolitiche, la flessibilità dei nostri network globali rappresenta un vantaggio competitivo fondamentale per le imprese italiane, in particolare per le Pmi, che costituiscono oltre il 90% delle nostre imprese” ha concluso Alessandro Lega, Presidente di Aicai, per il quale lo studio dimostra come i tre corrieri non offrano “semplici spedizioni, ma l’infrastruttura strategica che connette il Made in Italy al 99% del Pil mondiale”.

“Per mantenere questa centralità, l’impegno dei nostri soci verso l’innovazione e la sostenibilità ambientale è totale. Offriamo questa ricerca come piattaforma per consolidare un dialogo costruttivo con i decisori politici e gli stakeholder istituzionali: lavorando insieme sulla pianificazione delle infrastrutture e dei servizi urbani, possiamo garantire che la logistica aerea continui a supportare la prosperità del Paese e a far volare l’eccellenza italiana nel mondo” è il messaggio finale di Aicai.

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