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Ai, processi aziendali ma anche geografia italiana e soft skills da potenziare tra gli studenti degli Its

Una indagine dell’Its Marco Polo rivela che quasi la metà delle imprese intervistate giudica le competenze acquisite come “parzialmente adeguate”

di Redazione SUPPLY CHAIN ITALY
15 Luglio 2026
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Its Marco Polo

Per il 52,4% delle imprese del settore logistica e trasporti, le competenze dimostrate dagli studenti degli Its risultano molto o abbastanza adeguate alle attività svolte in azienda durante lo stage, mentre il 47,6% le ha giudicate ‘parzialmente adeguate’.

Tra i contenuti da potenziare per facilitare l’inserimento lavorativo, le imprese indicano la AI, le certificazioni, i processi aziendali, le bolle doganali e i documenti di trasporto e la gestione del magazzino, ma anche le capacità relazionali e la conoscenza della geografia italiana.

Tra le competenze relazionali e comportamentali ritenute più importanti, spiccano in particolare a gestione dello stress e dei picchi di lavoro (66,7%) e il lavoro di squadra (61,9%), mentre tra quelle di tipo operativo la maggior parte delle aziende cita l’utilizzo di strumenti digitali (compresi i pacchetti AI) e di software gestionali, soprattutto in relazione ai processi logistici e doganali. Emergono però carenze in termini di soft skill come proattività, curiosità e gestione del tempo, capacità pratiche e di adattamento, competenze relazionali e analisi dei dati. Ed emerge anche un preconcetto sul porto come “luogo privo di tecnologia e innovazione”.

Sono i primi risultati di un questionario (tuttora attivo) rivolto alle circa 300 aziende del territorio che collaborano con l’Its Marco Polo di Venezia, volto a rilevare i profili professionali più richiesti e verificare il grado di corrispondenza tra i percorsi Its e le reali esigenze occupazionali del comparto. I risultati sono stati presentati durante l’incontro ‘Le nuove rotte per l’innovazione’ promosso dalla Its Marco Polo Academy, che, assieme a VeMarS (Venice Maritime School) ha riunito a Venezia ieri, 13 luglio, i principali protagonisti della logistica portuale e intermodale inclusi rappresentanti del Governo, della Regione Veneto, del Comune di Venezia, di Confindustria, Confitarma, Assiterminal e delle principali aziende della filiera.

Dall’indagine è emerso anche che, al fine di valutare correttamente lo studente, il tirocinio per il 28,6% delle imprese dovrebbe avere durata di massimo tre mesi, per il 33,3% tra i 4 e i 5 mesi, e per il 38,1% di oltre 5 mesi. Le probabilità di assunzione entro 12 mesi dal termine dello stage, ha evidenziato ancora il questionario, invece, sono alte (61,9%) o molto alte (28,6%) per il 90,5% delle aziende, e basse solo per il 9,5%.

“Dopo 11 anni di attività, abbiamo deciso di avviare un approfondimento attraverso il questionario rivolto alle aziende” ha spiegato Damaso Zanardo, presidente dell’ITS Marco Polo Academy. “Sono loro le protagoniste di questa evoluzione: solo costruendo insieme i percorsi formativi possiamo sviluppare le competenze che serviranno alle imprese di domani e che offriranno ai giovani reali opportunità di occupazione. La formazione non può più inseguire il cambiamento: deve anticiparlo insieme al mondo economico”.

Poszione condivisa da diversi rappresentanti di imprese e istituzioni che hanno partecipato all’evento.
“Digitalizzazione, AI, e automazione richiedono figure professionali sempre più preparate, ma il divario tra domanda e offerta è ormai evidente” ha commentato Leopoldo Destro, vicepresidente di Confindustria per i Trasporti, la Logistica e l’Industria del Turismo “Secondo Unioncamere e il Ministero del Lavoro, tra il 2025 e il 2029 la filiera della mobilità e della logistica avrà bisogno di circa 150.500 nuovi occupati. Già oggi, però, a fronte di un fabbisogno annuo di 8.700-9.800 diplomati negli indirizzi tecnici di trasporti e logistica, l’offerta si ferma a circa 3.900 giovani”. È fondamentale, quindi, “rafforzare la collaborazione tra imprese, Its Academy, scuole e università”.

Anche per Luca Sisto, direttore generale di Confitarma, “è fondamentale continuare a promuovere il dialogo tra istituzioni, sistema della formazione, università e imprese, affinché i percorsi formativi siano sempre più allineati alle esigenze del mercato del lavoro. Investire nelle persone e nelle competenze significa investire nella competitività del settore e nella sua capacità di affrontare le sfide del futuro”

Alessandro Ferrari, direttore generale di Assiterminal, ha sottolineato come l’associazione abbia “promosso il primo Executive Master in management dei Terminal portuali, ottenuto una proroga sino al 2027 per il cosiddetto bonus portuale (strumento di cofinanziamento pubblico per la formazione e l’implementazione dei sistemi di gestione) così come promuoviamo costantemente partnership tra le aziende e gli Its funzionali a cogliere al meglio le opportunità di avvicinare i giovani al nostro settore”.

«Gli operatori del porto necessitano di personale specializzato, di giovani capaci, che abbiano il desiderio di intraprendere una carriera in questo mondo” ha aggiunto Davide Calderan, Presidente della Venice Port Comunity, riconoscendo il ruolo dell’Its Marco Polo  “nel preparare accuratamente i futuri lavoratori del porto, generando una crescita dell’economia sul territorio, oltre a fornire uno sbocco lavorativo che ai giorni d’oggi non è così scontato”.

Its Marco Polo Academy, ricorda una nota, ha diplomato nel 2025 90 studenti e ha all’attivo 10 corsi e 5 percorsi 4+2 con istituti del territorio veneto. Lo scorso anno è stata aperta la sede di Portogruaro per un nuovo corso di Logistics Manager, già presente a Venezia, Treviso e Rovigo e ha preso avvio il corso di Produzione e Manutenzione dei Mezzi di Trasporto con sede a Mestre, fortemente voluto dalle aziende e che ha riscosso sin da subito un grande successo.
Da ottobre 2026 la sua offerta includerà anche il corso di Commissario di Bordo, che andrà ad affiancarsi a quelli per Ufficiali di Coperta e Ufficiali di Macchina.

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