Altri fondi in arrivo contro il caro carburante nell’autotrasporto
Il Mit annuncia l’inserimento di un emendamento governativo al decreto-legge sul caro-carburante del 27 luglio per altri 11,4 milioni di euro

Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha fatto sapere che “entro fine settembre” saranno stanziati altri 11,4 milioni di euro a favore delle imprese di autotrasporto (merci e passeggeri) contro il caro-carburante.
Le risorse saranno messe a disposizione grazie a un emendamento governativo al decreto-legge sul caro-carburante del 27 luglio, su iniziativa e appello del titolare del MIT Matteo Salvini, e saranno riconosciute sotto forma di credito d’imposta.
Secondo una ricostruzione della Rivista TIR, organo ufficiale del Comitato Centrale per l’Albo dell’Autotrasporto incardinato nel Mit, quest’ultimo stanziamento, qualora definitivamente approvato, porterà complessivamente a 397,6 milioni di euro le risorse messe a disposizione dal Governo per far fronte al caro-carburante, dopo quelle disposte dal primo DL 33/2026 (300 milioni), cui si sono poi aggiunti il DL 133 del 27 luglio (22 milioni), il DL 139 del 5 agosto (42,10 milioni) e il DL 153 del 26 agosto (22,1 milioni).
Sul tema si era espressa nei giorni scorsi, tra le altre, Assotir. Dopo aver ricordato che “a marzo un litro di gasolio costava 1,670 euro, a fine agosto 2,130 euro: +46 centesimi e, se togliamo 14 centesimi di sconto attuali, siamo a un aumento di 60 centesimi al litro di gasolio: quasi il 40% in più rispetto a sei mesi fa”, l’associazione ha evidenziato come le tariffe del trasporto non abbiano seguito lo stesso andamento del carburante (ovvero non siano aumentate del 15%), mentre dall’altro lato i prezzi medi al consumo hanno visto incrementi ben superiori.
Secondo Assotir, questa crisi, che va considerata come “strutturale”, necessita quindi del “coinvolgimento della committenza, che non può permettersi di sfuggire ‘furbescamente’ alle proprie responsabilità di riconoscere l’aumento dei costi dovuti al caro-gasolio”.
Da qui la richiesta al Governo di farsi promotore di un tavolo di confronto immediato tra vettori e committenti, questo in attesa che prenda il via il percorso della “nuova Consulta dell’autotrasporto” (ovvero il ricostituito organo di confronto tra esecutivo, Mit e rappresentanze di settore, sul cui riavvio il Governo si era impegnato lo scorso maggio nell’ambito delle trattative che hanno sventato il fermo generale dell’autotrasporto).
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