L’Antitrust avvia un’istruttoria sulla fusione Bcube-Alha
Quote elevate, capacità infrastrutturale limitata, barriere all’ingresso, servizi integrati: il rischio di ostacolo alla concorrenza per il Garante è meritevole di approfondimento

L’Autorità garante della concorrenza e del mercato ha aperto un’istruttoria sull’acquisizione di Alha Holding da parte di BCube, operazione che secondo l’Antitrust rischia di ridurre in misura significativa la concorrenza nei servizi di handling delle merci negli aeroporti di Milano Malpensa e Roma Fiumicino e nei servizi di rampa per gli aerei cargo a Malpensa.
L’operazione prevede l’acquisizione del 100% di Alha da parte di BCube, società a capo di un gruppo attivo nella logistica e nell’air cargo handling, presente fra l’altro nelle Cargo City di Roma, Malpensa, Linate e Venezia. Alha gestisce invece una rete nazionale di undici cargo terminal e nove magazzini off-airport. L’operazione era stata comunicata volontariamente a marzo, ma il 13 maggio l’Autorità aveva richiesto alle parti la notifica formale, ritenendo che sussistessero «concreti rischi per la concorrenza». La notifica è arrivata il 29 giugno e il 28 luglio l’Antitrust ha deciso l’avvio dell’istruttoria, che dovrà concludersi entro 90 giorni.
Il nodo principale è la concentrazione che si determinerebbe nei servizi di movimentazione a terra delle merci destinate al trasporto aereo, mercato che l’Autorità, sulla base degli elementi raccolti, ritiene debba essere considerato distinto per singolo aeroporto e non esteso a un’ampia area geografica. Le informazioni raccolte presso le compagnie aeree hanno infatti ridimensionato l’importanza dell’aviocamionato come possibile alternativa all’utilizzo di un determinato aeroporto: lo spostamento delle merci verso altri hub, in risposta a un aumento dei costi di handling, comporterebbe infatti inefficienze e costi aggiuntivi tali da renderlo poco conveniente.
Su questa base, le quote risultano particolarmente elevate. A Malpensa BCube e Alha arriverebbero insieme a gestire circa il 60% delle merci movimentate a terra, mentre a Fiumicino supererebbero il 60%. Ancora più rilevante è la concentrazione della capacità dei magazzini: a Fiumicino le due società arriverebbero a controllare congiuntamente l’80-85% degli spazi disponibili per le operazioni conto terzi; a Malpensa la quota sarebbe intorno al 60-65%.
A preoccupare l’Autorità è anche il fatto che gli spazi dei concorrenti risultano già largamente saturi. A Fiumicino, in particolare, l’unico concorrente citato dall’Antitrust, HFS, ha riferito di non essere in grado di acquisire ulteriori vettori per la saturazione delle proprie aree, arrivando a rinunciare nel 2025 a un contratto con Amazon Air dopo non essere riuscito a ottenere dal gestore aeroportuale l’ampliamento degli spazi necessari. Secondo l’Autorità, questa situazione rende realistico un aumento dei prezzi conseguente alla concentrazione, perché i concorrenti non avrebbero la capacità materiale di aumentare i volumi trattati.
Un ulteriore elemento riguarda alcuni servizi specialistici disponibili a Malpensa. BCube e Alha sono gli unici operatori in grado di effettuare determinati controlli e trattamenti per merci particolari, dagli animali vivi ai prodotti alimentari sottoposti a controlli sanitari, fino a salme, materiale radioattivo e merci a temperatura controllata. Attualmente le due società, in alcuni casi, devono acquistare reciprocamente tali servizi. Con la fusione, invece, questi servizi finirebbero sotto un unico controllo, creando secondo l’Antitrust la possibilità di strategie di «foreclosure» nei confronti degli handler concorrenti.
Il secondo fronte critico è quello dei servizi di rampa a Malpensa. BCube e Alha sono gli unici operatori autorizzati sullo scalo a fornire contemporaneamente ai voli cargo i servizi di magazzino e quelli di rampa. Per i soli freighter, la quota congiunta stimata dall’Antitrust arriva al 75-80% delle merci gestite. La concentrazione renderebbe quindi la nuova entità l’unico soggetto in grado di offrire ai vettori un prodotto integrato «warehouse + ramp» per gli aerei all cargo.
È proprio questa combinazione di quote elevate, capacità infrastrutturale limitata, barriere all’ingresso e possibilità di offrire servizi integrati a portare l’Antitrust alla conclusione preliminare che l’operazione possa «ostacolare in modo significativo la concorrenza effettiva», anche attraverso la costituzione o il rafforzamento di una posizione dominante. L’istruttoria dovrà ora verificare più compiutamente gli effetti dell’operazione, acquisendo ulteriori dati sui concorrenti e sui diversi segmenti di attività, in particolare per il mercato della rampa a Malpensa.
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