Slitta al 1 ottobre la tassa italiana da 2 euro sui ‘piccoli pacchi’
Confetra ancora all’attacco: “Non è la soluzione del problema”

Il Consiglio dei Ministri ha approvato nella seduta di ieri sera una proroga di tre mesi dell’entrata in vigore della tassa da due euro sui cosiddetti “mini-pacchi” (di valore inferiore ai 150 euro) provenienti da Stati extra-Ue, che quindi scatterà dal prossimo 1 ottobre anziché dal 1 luglio. La misura è stata inserita nel decreto-legge che introduce disposizioni urgenti per interventi infrastrutturali e per l’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr).
Il contributo del valore di 2 euro, volto a frenare in particolare l’e-commerce a basso valore di origine cinese, era stato introdotto con l’ultima legge di Bilancio, incontrando sin da subito la contrarietà degli operatori logistici che paventavano una fuga dei traffici, in particolare aerei, fuori dai confini italiani. La sua entrata in vigore era già stata posticipata al 1 luglio, dopo che diverse associazioni del settore della logistica avevano chiesto un rinvio dell’entrata in vigore (Confetra ha anche presentato un ricorso al Tar contro l’imposta).
Con l’iniziativa di ieri, pare quindi scongiurato il rischio di una sovrapposizione tra la misura italiana e il dazio Ue da 3 euro che pure scatterà effettivamente dal 1 luglio, applicato ai pacchi di provenienza extra Ue fino a 150 euro di valore. Salvo nuove modifiche, il contributo italiano prenderà il via in tempi circa coincidenti con quelli della entrata in vigore della handling fee, ovvero la tassa di gestione doganale Ue che tutti i Paesi comunitari si sono impegnati ad applicare entro novembre.
A non essere soddisfatta per la proroga è Confetra. Pur apprezzando il rinvio, “questa non è la soluzione del problema. La semplice proroga al 1° ottobre non è risolutiva: la tassa va eliminata definitivamente” ha sottolineato il presidente della Confederazione Carlo De Ruvo.
“Continuare a spostare la data di inizio della misura crea solo incertezza per gli operatori del settore” ha aggiunto De Ruvo, evidenziando la necessità di un “pieno allineamento con la regolamentazione dell’handling fee europea”.
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