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Estero

“A rischio 400 milioni di euro di export di vino italiano”

Le sanzioni imposte dal Consiglio Europeo alla Russia, così come più in generale il conflitto, peseranno sull’export di vino italiano più che su quello prodotto in altri Stati Ue come Francia e Spagna. Secondo uno studio del Wine Monitor di Nomisma, il nostro Paese è infatti il primo fornitore della Russia così come dell’Ucraina. Secondo […]

di Nicola Capuzzo
4 Aprile 2022
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Savino-Del-Bene

Le sanzioni imposte dal Consiglio Europeo alla Russia, così come più in generale il conflitto, peseranno sull’export di vino italiano più che su quello prodotto in altri Stati Ue come Francia e Spagna. Secondo uno studio del Wine Monitor di Nomisma, il nostro Paese è infatti il primo fornitore della Russia così come dell’Ucraina.

Secondo gli analisti, nel 2021 l’import russo di vino italiano è stato pari a 345 milioni di euro (+18% rispetto al 2020), mentre l’Ucraina ne ha acquistato dai produttori italiani per 56 milioni di euro (+200% in 5 anni), per un valore complessivo di circa 400 milioni di euro. Più limitate sono state le esportazioni verso i due paesi di Francia e Spagna, con Parigi che vede a rischio 217 milioni di euro di export e Madrid 146 milioni. Importi che corrispondono, rispettivamente, al 2% e al 5% degli export complessivi di vino, a fronte di una quota che per il vino made in Italy vale il 6%.

Nel complesso, il prodotto più a rischio pare essere l’Asti Spumante, che dal conflitto potrebbe arrivare a perdere il 25% del suo export in valore, mentre più in generale spumanti e vini frizzanti made in Italy potrebbero arrivare a cedere nell’ordine il 20% e il 13%.

Più articolato il discorso rispetto agli effetti delle sanzioni. Come già evidenziato, il provvedimento del Consiglio Europeo include le esportazioni verso la Russia (anche indirette) di prodotti quali Asti Spumante, vini a indicazione geografica protetta (Igp), altri vini varietali, acquaviti, liquori, vermut, nel caso in cui il valore dell’articolo superi i 300 euro. Al momento il comparto aspetta un chiarimento rispetto a quale unità considerare per il calcolo (se la bottiglia o la cassa, cioè la confezione da sei bottiglie): nel primo caso chiaramente alcuni prodotti risulterebbero esclusi dal blocco.

Secondo il report, agli effetti negativi del conflitto sulle esportazioni di vino in Russia vanno aggiunti anche quelli legati alla svalutazione del rublo, che costringe le aziende che operano sul mercato del paese a una revisione delle modalità contrattuali e del listino prezzi. Altre conseguenze potrebbero infine arrivare da eventuali contro-sanzioni disposte direttamente da Mosca rispetto all’import di alcuni prodotti: l’introduzione di una lista nera era stata minacciata nei giorni scorsi da Putin ma finora all’annuncio non ha fatto seguito il varo di una misura concreta.

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